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12/01/2010

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UN TERRITORIO VIOLENTATO

Clicca per Ingrandire Il Salento sta risentendo come pochi altri territori della grave crisi che attanaglia l’economia mondiale e l’unica sua speranza di recupero sta nel rilancio del turismo, nella valorizzazione delle risorse naturali, paesaggistiche e architettoniche, che ne rappresentano il vero patrimonio il quale, senza falsa modestia, si può definire unico al mondo e quindi patrimonio dell’umanità.

Vi sono però in atto squallide speculazioni che, in violazione della normativa protezionistica posta in essere dalla Regione Puglia, ma soprattutto in violazione della Storia, del patrimonio culturale e delle tradizioni, rischiano di impoverire il patrimonio paesaggistico a vantaggio di pochi. Giungono sempre più spesso, infatti, notizie di smantellamento di interi uliveti, composti anche di piante secolari, che vengono espiantati e portati altrove, molto spesso al Nord, ad abbellire le ville di qualche ricco speculatore.

Non solo: vengono letteralmente smontati i muretti a secco (foto del titolo; ndr), presenze caratteristiche del territorio, e le pietre vengono portate altrove, ad abbellire ville creando anomali paesaggi mediterranei magari in un contesto alpino. E così vengono sottratti i caratteristici imbrici, come pure gli stessi conci di pietra leccese: intere antiche masserie smontate e, in un gigantesco gioco di costruzioni, trasferite altrove.

C’è sicuramente chi da questo sporco traffico trae guadagni ingenti, ma certamente chi ci perde è tutto il Salento, il suo paesaggio, che viene trasformato ma soprattutto privato da elementi caratteristici, sui quali invece si dovrebbe fare leva per poter diventare sempre più attrattivi rispetto ai flussi turistici internazionali. Chi ci perde è la gente del Salento, che vede in questo modo disperso un patrimonio culturale e storico incommensurabile a vantaggio dei soliti pochi furbi. E le Istituzioni… dove sono?

Giovanni D’Agata


 Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore”

 

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