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10/01/2010

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UNITI PER IL BENE DEL NOSTRO MARE

Clicca per Ingrandire Nei giorni scorsi, il Comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili” ha depositato all’ufficio di presidenza della Regione Puglia una "nota" che sarà pure consegnata pubblicamente, in copia, lunedì 11 gennaio proprio al governatore Vendola in persona durante il corso di una manifestazione indetta a Monopoli in cui sarà presente. Nella nota, giusto quanto previsto dal Regolamento del Consiglio regionale pugliese e dal T.U.E.L. (Testo Unico Enti Locali), si chiede al governatore di avviare un'indagine interna (Commissione d'Indagine) per accertare eventuali responsabilità e/o inadempienze e omissioni da parte di funzionari e dirigenti della Regione (sono coinvolti Assessorati vari) nell'adozione, protocollo e archiviazione dell'informativa sulle esplorazioni sismiche (piattaforme petrolifere), pervenuta negli uffici regionali competenti con tanto di fascicolo allegato e inviati a cura del Ministero Sviluppo e Ambiente per le relative osservazioni e pareri degli Enti cointeressati seppure i pareri non siano vincolanti circa l'iter procedurale-autorizzatorio. La stessa procedura richiesta alla Regione Puglia potrebbe essere avviata anche dai indaci dei Comuni interessati. Il tutto per agevolare le eventuali indagini da parte delle Procure di Bari e Brindisi così come è stato nel caso dell'attività inquirente sulla malasanità, su Tedesco e Tarantini.

Il 10 gennaio, invece, il Comitato si è riunito in assemblea nella Parrocchia di Sant’Antonio a Monopoli, in vista del Consiglio Comunale dell’11 (ore 18.30), sul tema delle piattaforme petrolifere sulla nostra costa. Chiunque può partecipare, come cittadino o come Associazione per far parte del comitato “No Petrolio, Sì Energie Rinnovabili”. L’avvocato Filippo Grattagliano ha riportato il parere del sindaco di Monopoli, Emilio Romani, che nell’ultimo tavolo istituzionale si è detto contrario alla collocazione di pozzi e piattaforme petrolifere nel nostro mare ma comunque il suo Comune non farà ricorso al Tar. “Noi cittadini possiamo solo gridare la nostra indignazione - commenta Frattagliano. - In Europa e in America ci sono legislazioni che tutelano le acque balneari e si possono impiantare piattaforme o pozzi solo oltre i 160 Km dalla costa. In Italia non c’è nessuna legge e questi pozzi saranno installati a soli 25 Km dalla costa con danni ingenti su turismo, pesca e qualità del nostro mare”.

Intanto, nessuno degli altri Comuni e Province coinvolti (perché destinatari dell’informativa firmata dal ministro Prestigiacomo con allegato il fascicolo del progetto della società inglese Northern Petroleum ltd), né la Regione hanno ancora presentato il ricorso al Tar, anche consapevoli che il 15 gennaio scadono i termini e si dovranno intraprendere altre strade. “Le Associazioni con pertinenza nell’ambito marittimo possono ancora presentare ricorso al Presidente della Repubblica e i termini sono 120 giorni dall’apparizione sulla Gazzetta Ufficiale - ricorda Damiano Amoruso, ricercatore italo-canadese su tematiche politico-istituzionali. - Nel frattempo, dobbiamo mobilitarci come cittadini, con scuole e Associazioni per informare più gente possibile.”

“L’utilità di costituirci come Comitato - aggiunge Giuseppe Deleonibus, ingegnere ambientale - consiste nel poter agire con tempestività contro le prossime autorizzazioni, dato che ce ne sono due in attesa di approvazione. Qualche consigliere regionale, come Tommaso Attanasio di An, dal 1978 è dirigente dell’azienda di famiglia nel settore del commercio dei prodotti petroliferi, trasporti e impianti tecnologici. Per questo non si oppone agli impianti e rassicura la gente, come ha fatto durante un programma televisivo su Canale 7. Le royalties delle società petrolifere vengono divise tra Stato e Regione, pertanto i Comuni non avranno alcun vantaggio da questo scempio, anzi ne risentiranno il turismo, la pesca e la nostra salute”.

Infatti, laddove si sono eseguite metodiche esplorative con spari Air-Gun, si sono registrate diminuzioni del pescato tra il 45 e il 70 percento in un raggio di quaranta miglia nautiche (circa 70 chilometri). E stiamo parlando solo delle esplorazioni. Se si considerano i danni del petrolio, il minimo danno sarebbe che per l’autodepurazione delle acque superficiali occorrerebbero circa 100 anni. All’assemblea hanno partecipato rappresentanti di Legambiente, CTG Egnatia Monopoli (Centro Turistico Giovanile con finalità di promozione culturale), UDS Monopoli (Unione degli Studenti) che si attiveranno per la divulgazione delle informazioni in vista della mobilitazione generale del 23 gennaio a Monopoli, quando scenderanno in piazza scuole e Associazioni, insieme ai politici più sensibili alle questioni ambientali e a comuni cittadini.

L’11 gennaio, mentre si riunirà il Consiglio Comunale monopolitano, il Comitato si piazzerà davanti alla sala consiliare per un sit-in di protesta e dire SI al ricorso al Tar, NO ai pozzi petroliferi e all’ignavia di alcuni politici, e per sensibilizzare chi è ancora all’oscuro di questa faccenda, perché mobilitazione significa anche informazione.

Donato Cippone (co-fondatore Comitato)


 Comunicato stampa

 

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