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29/12/2009

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IL QUADERNO DELLE LAMENTELE (pag. 3)

Clicca per Ingrandire Le doglianze non hanno mai termine. E per la nostra “zanzarina” costituiscono brodo di coltura. Con questa puntata siamo arrivati a pag. 3 e ve ne spariamo tre, appunto, a raffica.


PRIMA DOGLIANZA = Quando all’Ufficio Postale di Peschici capita che uno dei postini prende qualche giorno di ferie o di malattia, spesso si verifica che la zona di sua pertinenza rimane scoperta per tutto il periodo che rimane assente dal lavoro. Abitazioni e uffici si trovano all’improvviso le buchette disertate per giorni e giorni. Non solo le cartoline di saluti e auguri per le feste ma anche mandati e bollette vengono trattenuti fino al ritorno dell’eroico postino di zona. E cosi può capitare che il disservizio comporti una multa per ritardato pagamento delle bollette consegnate oltre la scadenza. Dopo le tasse sulla miseria di chi non ha soldi per pagare in tempo le imposte, adesso fa capolino pure la tassa al cittadino sul disservizio postale? Viene il dubbio che Cristo nel suo viaggio verso Eboli abbia evitato Peschici a bella posta.

SECONDA DOGLIANZA = Gli spazi per la socialità scarseggiano, mentre le mire cementificatrici non risentono periodi di carestia. Per esempio, potrebbero voler allungare le mani anche sul parco dei pini sottostante la Rotonda peschiciana, una pineta che in altri paesi sarebbe diventata un fiore all’occhiello della vita comunitaria. E dire che a Peschici, dotata com’è di un angusto centro storico che non offre nessuno spazio di una certa capienza per gli spettacoli estivi, il passeggio si riduce alle classiche vasche sul Corso. Perche’ non pensare allora alla succitata pineta come a un Parco cittadino? Sarebbe uno spazio ideale per serate estive all’aperto illuminate da led e per raggiungere a piedi in maniera gradevole la spiaggia nella baia attraverso una sentierizzazione ben segnalata e qualche zona attrezzata per le soste. Fra l’altro, l’uscita sottostante della pineta sbuca all’imbocco del nuovo sentiero che dalla curva per la spiaggia scende fino al bivio per il porto. Ah! se un giorno d’estate un viaggiatore…

TERZA DOGLIANZA = Uno dei momenti comunitari più “allargati” e sentiti è il funerale di un concittadino. Richiama perlopiù molti partecipanti, specialmente le persone più anziane per le quali diventa torturante avere accesso alla saletta dove i parenti del trapassato ricevono le condoglianze. Si deve fare “à ccunz”, pigiati nell’anticamera come sardine. Soprattutto col caldo, poi, c’è da sentirsi veramente male. Senza parlare di chi, più forte e… invadente, spintona per aprirsi un varco scavalcando i più deboli o educati. Un inferno, insomma! Inoltre, stante la presenza di un altro ingresso, in molti, arrivati dopo, lo utilizzano sfacciatamente mentre quelli costretti nell’anticamera continuano a patire la tortura del pigia-pigia. Una soluzione economica consisterebbe nel consentire un unico accesso e disporre una serpentina nell’anticamera interna, in modo da obbligare le persone a passare una alla volta lungo un percorso lineare. E per completare il tutto - pensando ai giorni di solleone o di pioggia - allungare la tettoia esterna fino all’accesso.

Alla prossima

la Vostra “zanzara”

 Redazione

 

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