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21/12/2009

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IL QUADERNO DELLE LAMENTELE

Clicca per Ingrandire Un paio di settimane fa abbiamo inaugurato una nuova rubrica. L’abbiamo intitolata “Il Quaderno delle Lamentele” mutuando settecenteschi “cahiers” definiti “de doleance” (http://www.puntodistella.it/news.asp?id=3018). Doglianza. Già… doglianza. Stante la gradevole constatazione che il suo estensore (che non avendo un corrispettivo femminile - … “estentrice”… esiste?... può essere sia uomo sia donna) ci ha preso gusto e ogni tanto ce ne invia qualcuna, abbiamo pensato bene che occorresse inventarsi uno pseudonimo. Scegliendo fra i tanti che ci sono venuti in mente, riteniamo di averlo trovato nel nickname: “la zanzara”. E, come il fastidioso insetto, la senti (perché la leggi), ma non la vedi… e prima di riuscire ad ammazzarla, puoi giurare di passare la notte in bianco. Buona lettura. (il direttore)


PRIMA DOGLIANZA - A Peschici abbiamo Agenzie di viaggio private e un Ufficio Turistico comunale. Un viaggiatore che debba recarsi a San Severo per proseguire il viaggio con Trenitalia, a Peschici può munirsi di biglietto solo per il tratto locale, perlopiù coperto dalle Ferrovie del Gargano con servizio di pullman, cosa che espone il malcapitato a temere di non riuscire a prendere la coincidenza in tempo se si incappa in qualche sferragliante e flokloristico mezzo agricolo che utilizza la superstrada come un viottolo di campagna.

Una volta arrivati quasi in orario a San Severo il povero viaggiatore può trovare la fila bloccata all’unico sportello aperto da un solo addetto in servizio a fronteggiare tutte le problematiche, dalle pratiche di rimborso per eventuali ritardi del treno già sopraggiunto a quello di fare i biglietti ai viaggiatori in procinto di salire sul treno già annunciato. Questo perché nella cittadina turistica di Peschici non esiste un servizio né pubblico, né privato per munire il viaggiatore di biglietto di treno nazionale.


SECONDA DOGLIANZA - Sempre a Peschici, qualcuno fra i presenti alla predica dell’Immacolata deve essere montato in superbia quando il parroco ha usato l’audace argomento che i fedeli in ascolto non dubitassero di salvarsi, in quanto la grazia divina è certa per ognuno di loro, dal momento che ognuno di loro può, ragionevolmente, considerarsi migliore del venerato Profeta Elia che nella sua ira sterminò 450 profeti di Baal.

A distanza di una decina di giorni, infatti, qualcuno deve aver pensato di salvarsi comunque anche dando fuoco alle polveri o, perlomeno, a fare il botto in anticipo sul Capodanno, tanto per contribuire ad abbellire il centro con vetrine dal look dark. Quando un tessuto sociale è pieno di buchi più della ragnatela del ragno, è facile che poche teste survoltate vogliano apporre il loro imprimatur con cenere e lapilli.

Se la partecipazione alla vita comunitaria nella nostra cittadina rasenta lo zero assoluto, frazionata com’è in parrocchie e conventicole striminzite, si fa fatica a creare progetti di ampio respiro. Ci si autoconfina ognuno nel confessionale o nello sgabuzzino delle scope. Certo, spazi per la socialità scarseggiano e a qualcheduno parrà di commettere peccato se debba stornare pochi spiccioli alla fedeltà giurata a qualche sigla o bandiera, sia essa una setta o una squadra di calcio. Certo, mantenersi critici e mentalmente flessibili pare brutto a chi preferisce pensare per interposta persona.


La prossima doglianza non è della “zanzara”, ma di un lettore “ink…to” nero per il recentissimo stop subito dai treni italiani. Al nostro direttore editoriale scrive infatti Raffaele Vigilante.

“Caro Direttore ,
voglio utilizzare (mi permetta il termine) il suo giornale per fare una denuncia pubblica di come funzionano bene le cose in Italia! Circa una settimana fa ho prenotato un treno per mia figlia che doveva tornare da Milano, sua sede universtaria, a Peschici . Ovviamente, cedendo alle lusinghe dell'alta velocità e nella speranza di riabbracciare presto mia figlia, ho prenotato La Freccia Bianca con destinazione Pescara. Partenza, domenica mattina dalla stazione centrale di Milano.

“Il treno, dopo 85 minuti di ritardo già in partenza, è stato soppresso e i viaggiatori disorientati fatti scendere. Il caos nella stazione era imperante, i viaggiatori correvano da un binario all'altro nella speranza di trovare un’alternativa. Dopo circa due ore veniva proposto un treno chiamato “Freccia Rossa” con destinazione Roma e da Roma una coincidenza per Pescara. Dopo ore di trattative, anche questo treno veniva soppresso e dopo innumerevoli telefonate ancora una volta veniva proposto un treno con direzione Crotone! Ok, si parte, evviva!

“Arrivato alla stazione di Bologna il treno veniva fermato per una rottura al locomotore... Dopo tre ore, con temperatura a meno dieci gradi, veniva sostituito il locomotore che a sua volta non funzionava... Per arrivare subito alla fine, dopo otto ore fermo nella stazione di Bologna, DECIDEVO DI CHIAMARE LA QUESTURA DI LI’ PER UNA DENUNCIA. Venivo rassicurato che il treno era a posto e che era andato in tilt il sistema telematico della stazione!

A quel punto, e preoccupato per le ore che passavano inesorabili pensando a mia figlia al freddo sui binari, ho chiamato la polfer della stazione che mi rassicurava dicendomi che i treni sarebbero partiti uno alla volta con il sistema manuale. Morale della favola... mia figlia è arrivata a Pescara all'una di notte e a Peschici alle tre e mezzo. Esattamente 24 ore di viaggio! Come dire, il giro del mondo in aereo.

“UNA VERGOGNA, tutto fermo per due fiocchi di neve! Trenitalia offre un disservizio e non un servizio. E ai viaggiatori non è stato offerto neppure un caffè caldo. Poi parliamo di progresso di paese industrializzato dei più grandi della terra! Ma ci rendiamo conto che siamo noi il terzo mondo? Ci rendiamo conto che si millantano solo chiacchiere? E questa sarbbe l'Italia ad alta velocità?”


Caro sig. Raffaele, in questi casi rifarsi alle superlative battute di Totò ci sembra troppo facile, perciò ce ne asteniamo. Comunque, la figlia è arrivata sana e salva, ed è quello che più conta: averla riabbracciata. Buon Natale.


Alla prossima.

la “zanzara”

 Redazione

 

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  Commenti dei Lettori:

-- 22/12/2009 -- 20:23:03 -- Maria Rosa

Una puntura di zanzara prude meno.....se riesci ad ACCOPPARE la zanzara!

 
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