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12/09/2009

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«NULLA E” IMPOSSIBILE A VIESTE… DOVE NULLA E” POSSIBILE!»

Clicca per Ingrandire “Bisogna uscire dal ‘contrattualismo’ ed entrare nelle regole. La consapevolezza della regola, oltre all’apporto e beneficio della regola in senso letterale, impone lo studio della stessa. Così Vieste ritornerà a studiare”. E’ la sintesi dell’avventura, come ama definirla l’autore Ninì Delli Santi, della Grande Implosione. Racconta di averla scritta perché ammaliato dai “catastrofisti” francesi Thuillier Pierre e soprattutto da Paul Virilio.

Ma l’incipit è letteralmente “rubato” dalla Grande Implosione” di Thuillier.
- Quando mi sono ritrovato tra le mani il libro la “Grande Implosione” di Thuillier, scattò subito dentro di me l’idea di un lavoro dedicato alla trasformazione di Vieste e dei viestani. Ne parlai a Carlo (Nobile, storico assessore al Turismo del Comune di Vieste e amico fraterno di Delli Santi; ndr) e decidemmo di dividerci i compiti: l’aspetto sociologico toccava a me, quello più meramente politico-turistico a lui. Ora manca quello politico-turistico. Carlo non c’è più, ma ha lasciato numerose tracce. Spero di raccoglierle e pubblicarle.

Scusa Ninì, ma cosa c’entrano i francesi con i viestani?
- (... sorride) Amo Paul Virilio, è un filosofo tra i più originali nel panorama internazionale, “Diffidiamo sempre più della politica - scrive nel suo “L’incidente del futuro” - ma ci fidiamo ciecamente degli scienziati per il controllo dei progressi della scienza e il rispetto dell’etica”. A Vieste noi ci fidiamo - e lo stiamo facendo da quarant’anni - della scienza economica. Ho l’impressione che lo sviluppo di Vieste e dei viestani, questo nostro pseudosviluppo, abbia preso una deriva pericolosa…

Però, per onestà intellettuale dobbiamo sottolineare che siete una cittadina che è tanto progredita….
- Certo! Mettiamo dei paletti al nostro ragionamento altrimenti finirò per essere frainteso. Nessuno ce l’ha con gli operatori economici o operatori turistici come dir si voglia, né si vuole disconoscere il loro operato e ruolo. Ho parlato di sviluppo. L’essere umano è un animale progressivo, parafrasando Pasolini. La partita si gioca sul concetto di sviluppo. Ok, abbiamo fatto la trasformazione da contadini a imprenditori, siamo riusciti a progredire fino a costruirci duecento tra alberghi e villaggi turistici… e lo sviluppo? Dopo quarant’anni è lecita la domanda?

Ninì delli Santi si occupa di comunicazione fin dalla metà degli anni settanta quando iniziò con l’allora RadioVieste, passando per ReteGargano, oggi è direttore responsabile di OndaRadio, l’emittente che “serve” al Gargano. Non si è fatto mancare nulla: è stato fondatore con l’ex sindaco di Vieste, Mimì Spina Diana, del mensile Garnews. Da quattordici anni dirige con Antonio Troia la sua creatura: “Il Faro settimanale”. Ma non ama presentarsi come giornalista, al massimo come “aspirante capo facchino” . Ripete spesso: “… in genere i giornalisti sono piuttosto imbecilli e guadagnano anche molto, spero che un giorno, quando grazie al loro impegno, sarò rimbecillito anch'io, vorranno avere un occhio di riguardo e mi aiuteranno a guadagnare qualcosa”.

La Grande Implosione è il suo primo lavoro. Un rapporto sui viestani lungo quarant’anni. “Nulla è impossibile a Vieste, dove nulla è possibile”, ama giocare con le parole ma non tanto. Famose e temute sono anche le sue pagine satiriche che pubblica sul suo Faro settimanale. Spaccati di vita, persone e personaggi della sua Vieste. Ma torniamo all’intervista.

Ne La grande Implosione il denaro è un tormento. Non credi, come ha scritto qualcuno, che il denaro è l’uomo?
- Il denaro è come il letame: non serve se non è sparso. Che importa se il Pil sale, quando scendono le soddisfazioni, le relazioni, le aspirazioni, la salute psicologica e fisiologica delle persone? Pecunia, denaro, deriva da pecus, bestiame: siamo passati dalle pecore usate come denaro agli uomini resi gregge dal denaro. I soldi non ci dicono chi siamo, certo che sono interessanti, ma più interessante è partecipare, essere in mezzo a qualcosa. L’interessante è ciò che si deve attraversare per giungere a se stessi.

Sì, ma chi ha i soldi naviga con vento sicuro.
- Guarda che non sono quello che crede che il denaro sia lo sterco del demonio. Dico semplicemente che non è tutto. Se possiedi tre palazzi non sei tre volte più felice. Ho dedicato un paragrafo dove auspico il passaggio a un turismo responsabile. Turismo che non solo si preoccupa di non danneggiare le risorse dei nostri luoghi (turismo sostenibile), ma si fa carico di portare un contributo attivo alla loro salvaguardia e che soprattutto si allarghi anche al mantenimento o al recupero della solidarietà tra le diverse generazioni della nostra comunità. Sono convinto che in questo passaggio ci sia tutta l’idea e la speranza di una nuova Vieste.

La politica?
- Prima della politica questo passaggio dovrebbe essere digerito dalla nostra intellighenzia, che si è appartata, con la pretesa di rimanere fuori dalla storia di Vieste, dalla sua stessa storia.

 Redazione

 

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