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12/09/2009

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CALENA CHIAMA, GARGANO RISPONDE

Clicca per Ingrandire “Kàlena chiama, Gargano risponde”. Nelle parole di Piero Giannini dell’associazione “Punto di stella” (a fare gli onori di casa insieme a Teresa Maria Rauzino del “Centro Studi Martella” ed Armando Quaglia di “Rimboschiamo Peschici”) il senso della massiccia partecipazione delle associazioni culturali ed ambientaliste riunite nell’Associazionismo Attivo del Gargano alla festa di S. Maria di Kàlena, presso l’antica abbazia di Peschici.

Le numerose associazioni aderenti al movimento garganico hanno scelto infatti proprio Peschici quale sede del loro ottavo incontro, per testimoniare l’impegno unitario per una causa comune: salvare il complesso di Kàlena dal disfacimento e restituire questo prezioso bene di interesse storico-culturale alla fruizione collettiva con una serie di iniziative, fra le quali anche la raccolta di firme per la petizione cartacea (dopo quella on-line).

La manifestazione pro-Kàlena è proseguita nella sala consiliare del Comune di Peschici, con l’incontro dell’Associazionismo Attivo che ha individuato nella tutela dei beni culturali, la questione legalità e la tutela della salute pubblica contro gli interessi legati ai traffici di rifiuti pericolosi, i temi prioritari dell’azione del movimento garganico, sottolineati anche dai giovanissimi del gruppo: Domenico Sergio Antonacci, Giuseppe Bruno e Domenico Maria Mascolo.

A Mascolo il compito di illustrare un documento d’intesa al movimento con l’intento di avviare un percorso di informazione e sensibilizzazione su “Gargano e legalità” per l’attivazione di una serie di iniziative strettamente legate al territorio, la prima delle quali in programmazione per il prossimo autunno. Ribadito l’impegno per Kàlena, il dibattito si è sviluppato intorno alla proiezione di un accuratissimo video-documentario realizzato dal team archeo-speleologico Argod e commentato da Giovanni Barrella che ha rimarcato l’importanza storica e il ruolo di rilievo rivestito nelle varie epoche dall’abbazia di Kàlena (risalente all’872 d.C), evidenziandone le caratteristiche architettoniche e le numerose incisioni e fregi rinvenibili sui muri interni ed esterni.

Desolante constatare la vulnerabilità dell’antico altare di pietra della chiesa nuova (dov’è stata “ospitata”, solo in occasione della ricorrenza di S. Maria, l’antica statuetta lignea del 1400 della madonnina di Kàlena) completamente esposto alle intemperie che, con l’approssimarsi della stagione invernale, provocheranno ulteriori danni all’interno, dopo il crollo della residua copertura del tetto dei mesi scorsi. Urgenti ed improcrastinabili gli interventi di messa in sicurezza, come aveva già intimato fin dal giugno scorso la Soprintendenza ai proprietari privati, cui è seguito anche il sollecito al Comune dalla direzione regionale del Ministero per i beni culturali.

Intanto il sindaco Domenico Vecera, che ha portato il suo saluto alle associazioni garganiche riunite, ha assicurato l’impegno ad eseguire almeno i lavori per la copertura delle due chiese mentre, al momento, lo scoglio da superare pare sia quello della consegna delle chiavi da parte degli eredi Martucci. Per il recupero, invece, ci vorrà ancora del tempo: occorrono risorse difficili da reperire e per questo motivo anche la strada dell’esproprio non pare trovare tutti d’accordo in amministrazione.

Coda polemica al termine dell’incontro, sulle colpe per il degrado di Kàlena, con l’intervento dell’ex sindaco Franco Tavaglione che ha chiamato tutti ad assumersi le proprie responsabilità, accusando l’ex arcivescovo D’Ambrosio, il Centro Studi Martella e il comitato pro Kàlena di aver impedito la firma di una convenzione con i Martucci nel 2005 con conseguente perdita di un finanziamento di 300mila euro, così come la mancanza di accordo nel 2007 non consentì, a suo dire, di accedere ad un ulteriore finanziamento di 500mila euro assegnati dall’ex ministro Francesco Rutelli alla Soprintendenza regionale, per Kàlena. Ma le contestazioni a quella convenzione (che doveva avere la durata di soli 5 anni) a quanto pare furono motivate da condizioni eccessivamente sbilanciate a favore dei privati, per le quali a fronte di un recupero con denaro pubblico non ne garantivano una completa fruibilità.

Ora su Kàlena insiste un’altra convenzione tra il Comune e i proprietari, firmata l’anno scorso e della durata di 40 anni, che prevede la gestione delle due chiese all’ente e dell’abbazia e pertinenze ai privati. L’accordo c’è, dunque, ma mancano i finanziamenti. Ulteriori polemiche fra Tavaglione e il Centro Studi Martella sulla “questione esproprio” che l’ex sindaco asserisce di aver avviato, mentre una nota dettagliata del 2007 del Ministero (in risposta all’interrogazione dell’on. Di Gioia) in possesso dell’associazione chiarisce che “nessuna specifica attività volta all’espropriazione dell’Abbazia di Calena da parte del comune di Peschici risulta agli atti d’ufficio” (leggi nota in calce; ndr).

Sulla messa in sicurezza, intanto, resta l’urgenza di provvedere in fretta ed è questo che chiedono i garganici. Ora sono in tanti, infatti, a reggere i riflettori puntati su Kàlena e probabilmente non sarà più possibile nicchiare sulla questione. L’Associazionismo Attivo non intende abbassare la guardia: “Kàlena sarà il simbolo di tutte le nostre battaglie per i beni culturali del Gargano” il messaggio di Michele Eugenio Di Carlo nel sottolineare l’impegno per la salvaguardia e la valorizzazione dei tanti monumenti, chiese rurali, santuari del promontorio preda dell’incuria e dell’indifferenza, cui è seguita la proposta, avanzata da Armando Quaglia alle associazioni del movimento, di predisporre schede tecniche dei beni culturali in decadenza in ogni località del promontorio garganico.

Impegno ribadito anche dai giovanissimi dell’Associazionismo Attivo, come Domenico Sergio Antonacci: “Kàlena è il nostro primo obiettivo. La chiesa di Sant’Anna di Carpino, quella di S. Barbara di Rodi, Grotta Paglicci di Rignano sono solo alcuni degli esempi più emblematici dei tanti nostri monumenti in disfacimento. Noi daremo voce a quella parte del Gargano da sempre dimenticato, che ha interesse per la propria storia”.

Anna Lucia Sticozzi

NOTA =

Ministero Beni e Attività Culturali - Uffìcio Legislativo - Via del Collegio Romano, 27 - ROMA
Servizio I-Patrimonio architettonico (ex III)
12 aprile 2007 prot. N. 00003351




OGGETTO: Interrogazione parlamentare n. 4-02727 -On Di Gioia- Comune di Peschici (FG), Abbazia di Kalena.
Con riferimento alla questione in oggetto ed in attesa che i competenti Uffici periferici forniscano alla scrivente D.G. ogni utile aggiornamento sull'annosa vicenda, si riassumono di seguito, le informazioni ricavabili dagli atti d'ufficio.
Si premette che l'immobile è stato sottoposto a tutela con D.M. 03.03.1951 limitatamcnte alle sole ali sud e ovest. Con nota prot 13202 del 3.07.2003 la Soprintendenza manifestò l'intenzione, non attuata, di estendere all'intero complesso i1 perimetro della tutela.

* Con nota prot. 41 del 16.01.2002, l'On. Domenico Spina Diana trasmetteva una relazione a firma del Sindaco del Comune di Peschici, nella quale si segnalava il grave stato di degrado dell'Abbazia, trasformata nel corso degli anni dai proprietari fratelli Martucci in deposito di materiale agricolo, e si segnalava la possibilità di espropriare il bene per dare inizio ai necessari interventi per il recupero del monumento;

* con delibera N. 24 del 29.08.2002, il Consiglio Comunale di Peschici deliberava di sensibilizzare il nostro Ministero "all'eventuale attivazione di tutte le misure e le procedure previste dalla normativa vigente …, finalizzate ad assicurare la conservazione e ad impedire l'ulteriore deterioramento dell'Abbazia di Calena";

* con nota prot. /384 del 23.04.2003 (che si allega) la Soprintendenza, relazionando nel merito delle risultanze del sopralluogo effettuato, ridimensionava l'allarme sullo stato di conservazione dell'immobile e riferiva di aver concordato con la proprietà il progetto delle misure conservative dello stesso;

* con nota prot. 17/90 del 19.05.2003 (che si allega), la scrivente D.G. nel far presente che il Ministero, date le ben note difficoltà, non poteva sopperire direttamente alle necessità di restauro e rifunzionalizzazione dell'immobile, rammentava alla Soprintendenza la possibilità dello Stato di concorrere alla spesa effettuata dal proprietario concedendo un contributo pari anche al 50% della spesa sostenuta;

* con nota prot. 3015 del 18.10.2005 (che si allega), la scrivente D.G. richiedeva aggiornamenti sulla vicenda; si richiedeva in particolare: se la proprietà avesse predisposto il progetto delle opere di risanamento, consolidamento e restauro del bene, come in precedenza concordato con la Soprintendenza; se il vincolo diretto fosse stato esteso all'intero complesso; se il finanziamento di € 350.000, da destinare al restauro del bene, nel frattempo concesso dal Ministero dell’Economia a favore de! Comune di Peschici nell'ambito delle misure dirette alla tutela dei beni Culturali ed usufruibile nell'esercizio finanziario 2005/2007, dopo la presentazione del relativo progetto, fosse stato effettivamente impegnato allo scopo. Infine si richiedevano notizie sulla recente proposta, avanzata dal Comune di Peschici, di espropriare il complesso.

* La risporta, pervenuta con nota prot. 9952 del 11.01.2006, ha chiarito che: il progetto di restauro del bene era stato presentato dalla proprietà (fratelli Martucci) ed approvato dalla Soprintendenza; la tutela non era stata estesa all'intero complesso. A chiarimento degli ultimi punti, la Soprintendenza ha trasmesso l'esauriente comunicazione del Comune diPeschici prot. 9373 del 28.12.2005 (che si allega unitamente alla delibera n. 25 del 17.06.2005) dalla quale si è appreso che il Comune intenderebbe ricorrere alle procedure di esproprio previste dal D.P.R. 8.06.2001 n. 327 soltanto in caso di mancata sottoscrizione dell'atto di convenzione da parte dei germani Martucci.

All'oggi nessuna specifica attività volta all'espropriazione dell'Abbazia di Calena da parte del Comune di Peschici risulta agli atti d'ufficio (peraltro per le parti sottoposte a tutela le vìgenti disposizioni richiedono la dichiarazione di Pubblico Interesse da parte del Ministero); non si hanno, inoltre, notizie aggiornate su eventuali restauri nel frattempo effettuati dal Comune con il finanziamento di € 350.000 concesso dal Ministero dell'Economia, né si conosce se la Soprintendenza abbia, infine, esteso la tutela all'intero complesso.

Si resta pertanto in attesa di ricevere notizie sugli sviluppi della questione nonché copia del riscontro fornito all’interrogazione in oggetto per le eventuali integrazioni da parte della scrivente Direzione Generale.

IL DIRIGENTE (dott. Renato Costa)


NB. di “puntodistella.it”: se quanto riportato necessita di ulteriori chiarimenti da parte di chi abbia interesse a farne, siamo qui.


  GdM (ed. "La Gazzetta di Capitanata" 12-09-09) + Redazione

 

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