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10/08/2009

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NEANCHE IL VENTO FERMA “TRABUCCO IN ARTE”

Clicca per Ingrandire La rassegna artistica al Trabucco MontePucci non conosce soste. Mercoledì 5 agosto - settima settimana - c’è stata la presentazione di Francesco Brunelli, in parte rovinata a causa del forte vento che non ha permesso la solita sfilata di curiosi e appassionati. Tuttavia i quadri e le sculture di Brunelli saranno a disposizione di tutti fino al pomeriggio di mercoledì 12 agosto. C’è ancora tempo per gustarsele tutte.

Due parole sull’artista. Francesco Brunelli compie una personale ricerca che lo porta a utilizzare materiali molto vari. Pone particolare attenzione al passato e alle rielaborazioni di materiali di recupero, cui riesce a infondere nuova vita nei suoi assemblaggi (foto del titolo; ndr). Un’ironia disincantata, pervasa di riferimenti storico-sociali, caratterizza i suoi originali personaggi. Nel 2006 approfondisce la lavorazione di materiali più difficili, quali il ferro, da cui fa “partorire” scuri pesci inseriti in insolite “nature morte” (foto 1 sotto). Dal 1998 partecipa a diverse esposizioni collettive e personali.

Nella nottata del 7 agosto, al contrario, è andata a buon fine la jam-session notturna, che proprio “jam” non è stata, causa i problemi di alcuni musicisti locali che non vi hanno potuto partecipare. Tuttavia, nonostante il vento impetuoso, si è assistito a un fantastico – letteralmente - concerto della “Sartoria della Musica”, quartetto milanese formatosi nel 2003 e composto da Paolo Picutti, pianoforte (foto 2 sotto, in secondo piano), Francesca Sabatino, voce (foto 3), Alessandro Porri, basso (foto 4) e il simpaticissimo Dario Tanghetti, voce e batteria (foto 5), con la partecipazione dell’unico musicista locale presente, Marco Fasanella, congas (foto 3, in primo piano).

La nottata è rimasta viva finché la musica ha gridato forte la sua voce a dispetto del vento che soffiava. Gli spettatori giunti numerosi al Trabucco (foto 6-7-8) hanno ballato e cantato i pezzi anni ’70-’80 che il gruppo milanese ha suonato fino alle prime luci dell’alba. E parlando della “sartoria musicale” di Picutti, non possiamo fare a meno di citare il grande successo che li ha accompagnati per tutto il tour dei locali peschiciani. Infatti, il gruppo ha scatenato feste grandiose anche “all’enoteca da Mario” , al “Giarrone” di Daniele Camasso e alla “Brocca”.

I musicisti in questione si sono detti “entusiasti” dell’ambiente che li ha circondati nella loro permanenza e sono stati felicissimi di aver regalato emozioni, gioia e divertimento a tutti coloro (e sono stati veramente tanti) che li hanno potuti ascoltare. Ciò che probabilmente non sanno, però, è che in realtà è stato un privilegio per tutti noi vedere con quale maestria siano riusciti a tessere splendide trame musicali che ci hanno fatto vibrare molte serate estive le quali, probabilmente, non avrebbero mai toccato simili vette senza il loro fantastico e apprezzatissimo contributo musicale.

La sintonia che si è creata fra la “Sartoria della Musica” e Peschici si è tradotta in amore reciproco, sbocciato come un colpo di fulmine che, come tutti i grandi amori, lascerà un vuoto duro da colmare… Ma, come si dice: “E’ meglio aver amato e perduto, che non aver amato mai”. Solo il fatto che questi avvenimenti abbiano potuto prendere vita, è stato qualcosa di grandioso. E non sono solamente le parole a dirlo, ma i visi di tutti coloro che hanno potuto godersi questi fantastici giorni con la compagnia di persone fantastiche. Non sbagliamo affermando che, non solo a livello musicale, ma anche umano, si sono dimostrati eccezionali (foto 9, con Marco Maggiano alle percussioni). Nessuno potrà mai ringraziarli abbastanza per quanto ci hanno lasciato, ovvero un ricordo splendido di un’estate entusiasmante.

Tornando alla sessione musicale avvenuta al trabucco nella notte del 7, non possiamo trascurare l’impatto pubblico-musicisti. Bravura e abilità espresse in un qualunque campo artistico, alla lunga si riducono in semplice trasmissione emozionale della stessa performance. Risate, complimenti e facce felici dei partecipanti (foto 10), forse sono davvero il massimo ringraziamento per un breve-lungo attimo di vita vissuto.

Per chiudere crediamo sia davvero doveroso ringraziare in maniera speciale, molto speciale per la verità, Marco Fasanella, il vero autore di tutto quanto abbiamo descritto e raccontato finora. Gli artisti e i musicisti che hanno calcato e stanno tuttora calcando la scena del Trabucco MontePucci - e non solo - sono passati tutti attraverso le sue idee, il suo impegno e la sua professionalità. Quindi, grazie Marco, grazie della musica e dell’arte che ci hai portato, senza di te tutto questo sarebbe rimasto un foglio bianco che, come tale, non avrebbe nulla d’entusiasmante da raccontare.

Michele Marino

 Redazione

 

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