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12/07/2009

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CALENA SI DISSOLVE MA LA POSTA FUNZIONA

Clicca per Ingrandire L’architetto Ruggero Martines, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia scrive in data 8 luglio 2009 una lettera al primo cittadino di Peschici, Domenico Vecera, e nella stessa data ne trasmette il testo a: Ministero beni e attività culturali (Gabinetto del ministro), presidente Regione Puglia (Nichi Vendola), Assessorati al Territorio (dott.ssa Barbanente) e Diritto allo Studio Regione Puglia, soprintendente SBAP (ing. Maurano) e Centro Studi Martella (prof.ssa T. M. Rauzino, presidente).

Le ragioni di tutto questo spiegamento di forze, che lascia presumere un evento gravissimo da risolvere immediatamente? Lo desumiamo dal contenuto della lettera - protocollata con n. 6131 - che di seguito riportiamo:

“OGGETTO: Comune di Peschici. Ex abbazia di Santa Maria di Calena.

“In relazione allo stato di conservazione dell'ex Abbazia di Calena si rende utile riassumerne la vicenda.

“Nel 2003 i proprietari dell'immobile, eredi Martucci, presentarono progetto di manutenzione straordinaria del complesso, mirante a risanare e proteggere le parti del complesso ad alto rischio. Tali lavori, nonostante l'autorizzazione della Soprintendenza competente (5/05/04) non furono avviati. Nel 2007 i proprietari chiedevano al Comune di Peschici il permesso ad effettuare detti lavori con riferimento al nulla osta rilasciato dalla Soprintendenza nel 2004. L'8/11/2007 il Comune rilasciava il P.d.C. per i summenzionati lavori.

“Questa Amministrazione, con fondi del P.O. MiBAC del 2007, aveva già provveduto a redigere progetto di restauro dell'immobile, quando veniva comunicata la convenzione stipulata (trasmessa a suo tempo con nota prot. 583 del 30/01/2009) fra il Comune di Peschici e i proprietari dell'immobile al fine di rendere fruìbili le chiese all'interno del complesso abbaziale. La volontà espressa dal Comune di acquisire le provvidenze finanziarie relative al restauro non ha inficiato la contemporanea perdita del finanziamento statale sottoposto a "tagli" dall'applicazione della Legge Finanziaria del 2008.

“II recente crollo della residuale copertura della chiesa di Santa Maria, annessa all'Abbazia, ha determinato il pronto provvedimento di ingiunzione ai proprietari per i provvedimenti di urgenza e di messa in sicurezza, ai sensi degli arti 32 e 33 del decreto legislativo n. 42/2004, da parte della Soprintendenza BAP per le province di Bari e Foggia. Nel caso di inadempienza questa Direzione provvederà, ai sensi della normativa vigente, ad attivare i lavori "in danno".

“Dalla sintetica descrizione dei fatti e dalla volontà già espressa dal Comune di Peschici, attraverso l'atto conventivo con la proprietà, di interessarsi al recupero del bene, si invita il Comune a voler considerare l'opportunità di espropriare il complesso in modo da poterne garantire un utilizzo pubblico.”

Più sopra ci chiedevamo le ragioni della “prova di forza” del direttore regionale e lo abbiamo fatto in modo alquanto disincantato, poiché già in altre (troppe) occasioni s’è avuto modo di constatarne l’ostentazione… senza risultato alcuno. Eppure l’evento era, è e - non si sa fino a quando - sarà grave. Fra un po’ diventerà gravissimo e non mancherà molto che sarà appeso a un filo. Vogliamo meravigliarci? Non ne vale la pena. Calena, la sua vetustà, la sua storia, le sue pagine scritte su ciascuna delle sue pietre non interessano nessuno. Non interessano chi ne possiede la fruizione, non interessano chi continua a inviare lettere e raccomandate, non interessano, veramente sostanzialmente visceralmente, chi è chiamato ad amministrare e ciò che più è grave e indecente, indecoroso e nauseante, non interessano alla stragrande maggioranza di coloro che ne portano e conservano il dna: i peschiciani.

Non temiamo smentite alla nostra affermazione in quanto se minimamente avesse interessato non staremmo oggi, ancora, a distanza di anni e anni e anni a ripetere le stesse argomentazioni, a scrivere le stesse parole, ad ascoltare gli identici farfugliamenti, a vedere le medesime arrampicature sui vetri, a leggere le solite frasi di circostanza, a rivoltarci il coltello nella piaga, ad arrovellarci in un circolo vizioso che non vede vie d’uscita. Non staremmo adesso, ancora, al cospetto di pile di atti, documentazioni, progetti, scambi di vedute, convegni, libri, missive, coinvolgimenti, preghiere, cerimonie, manifestazioni, a bestemmiare come scaricatori di porto contro…

Già, contro chi!

Piero Giannini

 Redazione (foto M. E. Di Carlo)

 

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  Commenti dei Lettori:

-- 12/07/2009 -- 10:42:10 -- TERESA MARIA

Questa storia di Kàlena ci ha sfiancato. Vorremmo che fosse scritta la parola "fine".

 
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