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29/06/2009

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“NELLA NOTTE DEL DIO CHE BALLA”

Clicca per Ingrandire Al via gli appuntamenti di Peschici-Estate: prima edizione di “Taranta Opera”, di Eugenio Bennato, evento inserito nel progetto "Città Aperte" organizzato dall'Azienda di Promozione Turistica di Foggia e dall’assessore al Turismo Vincenzo De Nittis

Sabato 27 giugno nella Baia di Peschici alle 22 Eugenio Bennato, per la prima volta con un'orchestra sinfonica (quella del Conservatorio “Città di Foggia” diretta dal M.tro Gennaro Cappabianca), ha eseguito la musica etnica di Puglia per il progetto "Taranta Power" con le voci soliste di M’Barka Ben Taleb, Sara Tramma, Silvia Cozzolino, Mohammead Ez ‘aime Ei Aiaoui, Graziano Galatone, Sonia Totano, le chitarre di Francesco Loccisano e Stefano Simonetta, le percussioni di Walter Vivarelli e la partecipazione straordinaria di Pietra Montecorvino.

L’Opera ha presentato musiche di: Cantori di Carpino, Carlo D’Angiò, Matteo Salvatore, Domenico Modugno, Eugenio Bennato, con le scritture orchestrali di Antonello Paliotti e Carlo Frasca, e la direzione musicale dello stesso Eugenio Bennato, il genio musicale che dal 1969 porta avanti un’approfondita ricerca su tradizioni e culture popolari, all’origine delle sue creazioni originali appartenenti alla world music italiana, prima con la Nuova Compagnia di Canto Popolare (col M.tro De Simone), poi fondatore della formazione Musicanova (1976).

Hanno partecipato in tanti all’evento-progetto “Città aperte», organizzato dall’Apt di Foggia, e alla magia “di un dio che balla”. Le melodie e i motivi semplici della musica etnica si sono arricchiti con le raffinatezze della musica colta. La ricerca filologica ha creato questi ibridi capolavori appartenenti a culture musicali altrimenti destinate all’oblio con la morte degli ultimi cantori tradizionali.

L’estenuante e vivificante vibrazione ritmica della misteriosa Taranta ben si sposa con incroci di litanie magrebine e raffinatezze delle antiche villanelle, veicoli di simboli e valori del mondo contadino narrato nei sonetti garganici di Andrea Sacco, già mitizzato Cantore di Carpino. Le composizioni di Eugenio Bennato sono state rese brucianti dalla voce galeotta di una Pietra Montecorvino incisiva come un tatuaggio sui cuori dei numerosi spettatori richiamati dall’evento-esperimento.

Maria Mattea Maggiano


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