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02/06/2009

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UN CAPOLAVORO “FILTRATO” DALLA TV

Clicca per Ingrandire Il 1° giugno, alle ore 17.30, nella scuola primaria di Peschici si è svolta la recita di fine anno degli alunni delle classi V “A” e V “B”, realizzata nell’ambito delle attività didattiche dell’anno scolastico 2008-09. Alla presenza del dirigente scolastico, prof.ssa Luisa Cerabino e degli assessori alla Cultura e alle Politiche Giovanili, Leonardo Di Miscia e Tommaso Blenx, i bambini hanno trasferito la loro allegria e vivacità in una… parodia dei “Promessi Sposi”, dando la loro personale lettura dell’opera più significativa della storia letteraria italiana dell’Ottocento, attraverso il filtro della televisione, veicolo di una tipica cultura definita “nazional-popolare”.

La scherzosità dell’operazione ha richiesto un notevole impiego delle facoltà mnemoniche di cui, a quest’età, i bambini sono naturalmente molto dotati. Hanno attinto a piene mani alla loro memoria “dinosaurizzata” e invecchiata precocemente dalla “peste” della società dello spettacolo. Resa della scuola, che una volta rappresentava l’antidoto culturale, l’amara medicina correttiva alla corruzione del gusto della sottocultura velinara. Ma tant’è, il mito del buon selvaggio non è fatto per rassicurare gli adulti, che temono conservare a lungo nel loro seno un bambino, meglio sostituirlo con qualcosa di noto, un adulto in miniatura che condivida ogni tormentone della recente scatola nera della società contemporanea, la “innocua” (?) Tv.

Oggi l’Italia è unificata non più dai “Promessi Sposi” o da Garibaldi e Mazzini, ma - sembrerebbe - proprio dall’odiosamata Tv. La rivelatrice, volontaria (involontaria?) ammissione di sconfitta della cultura scolastica al cospetto di Sua Maestà la Tv - che rende televisivi come cartoni disegnati a sua immagine e somiglianza, e un po’ burattini quelli che una volta erano bambini in carne e ossa, i quali non possono esimersi dal rifarsi ai vari tormentoni canzonettistici-pubblicitari in ogni occasione - si è compiuta nonostante tutto, con buona pace di Alessandro Manzoni e della Provvidenza.

Un momento di vera commozione c’è stato quando i bambini hanno salutato con una canzone la loro insegnante, che ha conseguito il pensionamento, plaudendo alla sua dedizione di tanti anni. La Maestra Michelina Biscotti ha idealmente abbracciato in loro le tante generazioni di alunni che li hanno preceduti nella sua abnegazione.

Maria Mattea Maggiano

 Redazione

 

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