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23/03/2009

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QUESTA DIGA S”HA DA FARE”

Clicca per Ingrandire “Dobbiamo mobilitare le istituzioni locali della Capitanata contro l’inerzia del Governo che impedisce la realizzazione della diga di Piano dei Limiti, con il tacito consenso della Provincia di Foggia”. Lo afferma il segretario provinciale del Partito Democratico, Paolo Campo, annunciando la presentazione di un ordine del giorno in tutti i Consigli comunali per chiedere al presidente del Consiglio dei Ministri di “procedere alla sottoscrizione dell’intesa istituzionale con la Regione Puglia e programmare le opere di compensazione per le popolazioni della Capitanata i cui territori saranno sottratti alle ordinarie attività economiche e sociali”.

La prima Assise in cui il documento sarà presentato è quella di Palazzo Dogana, mercoledì 25 marzo, “per sollecitare l’Amministrazione provinciale a elevare il tono della dialettica col Governo, in particolare coi Ministeri che stanno penalizzando oltre ogni misura la provincia di Foggia”. Il riferimento è ai titolari dei dicasteri delle Infrastrutture, Altero Matteoli (An), e delle Politiche Agricole, Luca Zaia (Lega), “capaci esclusivamente di affermare e confermare disinteresse verso le più che legittime istanze della nostra comunità e delle nostre imprese - sottolinea Paolo Campo - per il miglioramento della rete logistica, la valorizzazione delle attività produttive e l’accelerazione dello sviluppo”. Tutto ciò, con “il sostegno politico del ministro Raffaele Fitto, evidentemente più interessato a colpire il governo regionale di centrosinistra che a impegnarsi per migliorare le condizioni e la qualità di vita dei pugliesi”.

Nel caso della diga di Piano dei Limiti (nella foto la diga di Occhito; ndr), “chiediamo di realizzare un’opera da cui è legittimo attendersi il miglioramento della competitività delle aziende agricole e agroindustriali, la tutela del territorio da calamità sempre più frequenti e l’incremento della sicurezza dell’invaso di Occhito. Ragioni e interessi di carattere generale - conclude Paolo Campo - che meritano ben altra attenzione e, come in questo caso, ben altra reazione a fronte del persistente disinteresse a realizzare un’opera attesa da quasi 30 anni e oggi bloccata per deplorevoli ragioni di schieramento politico”.

 Portavoce coordinatore

 

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