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08/03/2009

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LA MONTALCINI E L”HOMOPENSIERO

Clicca per Ingrandire “Quello che fa più venire l’orticaria, quando ragionano su di te come donna, non sono le battute da caserma o i doppisensi volgari: a quelli noi ragazze, credetemi, ci siamo abituate. Puoi essere ingegnere nucleare, avvocato di grido, giornalista con un curriculum da premio Pulizer, ma ci sarà sempre il cretino che ti riduce a pura “gnocca di turno”, lasciando intendere che ogni traguardo professionale conseguito deriva dalla tua gnoccaggine e l’unica funzione di una femmina è, in buona sostanza, finire a letto con qualche maschio dominante.

“Quello che fa venire l’orticaria, ma con delle bolle grosse così, sono i discorsi di quelli, e anche di quelle, che si credono invece molto femministi/e, anzi “donnisti/e”, e passano invero gran parte del loro tempo a sostenere che le donne non sono solo uguali, ma sono molto meglio. Il loro esser migliori dipende infatti dalla caratteristica precipua della ‘donnità’ secondo il loro vangelo: e cioè dal fatto che le donne, qualsiasi cosa facciano, in qualsiasi campo operino, sono ‘più sensibili’, capaci di comprendere le ‘emozioni’, di affidarsi e ragionare in base ad esse.

“I maschi, nella loro visione, sono esseri razionali, distaccati e sordi ai moti dell’animo; le donne, queste meraviglie del creato, sono invece tanto carucce perché affrontano le situazioni guidate dal cuore, a furia di pacchette sulla spalla, empatia sparsa a fiumi, comprensione e materna partecipazione all’altrui sofferenza, che si tratti di un ginocchio sbucciato o di una crisi in azienda. Sono così convinti delle loro tesi, questi signori e signore, che se una si scosta un po’ da questo approccio, subito la guardano con occhio sospettoso e bocca stortignaccola, lasciando intendere che la donna in questione proprio donna non è, ma una che ha rinunciato alla sua femminilità, e - orrore! - scimmiotta il maschio.

“Perché se sei donna, ma donna veramente, da insegnante devi essere materna, il che vuol dire cercare giustificazioni anche per gli alunni più colpevolmente zucconi, perché se pretendi di insegnargli il rigore senza scappatoie, sei una zitella frustrata; da scrittrice puoi occuparti sì di tutti i temi, ma con un’ottica femminile, il che spesso significa che non puoi scrivere un affresco sociale, al massimo la partecipata cronaca di rognette in famiglia; da giornalista, se proprio non ti adegui a curare la posta del cuore, devi avere posizioni comprensive e politicamente corrette, perché una semplice e pura carogna che elenca fatti verificati senza fare sconti è una virago che ha qualche problema con la vita; e se ti occupi di scienza, o mamma, ecco, allora sei un’eccezione, perché le donne, si sa, in fondo con la scienza non hanno questo gran feeling: la fanno, sì, vabbè, perché ora possono far tutto, ma la debbono fare da donne, e quindi con compassione, empatia e un diluvio di altre scemenze… femminili.”

 Redazione

 

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