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15/02/2009

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LA “CADUTA” DI GAETA

Clicca per Ingrandire Da “Le stragi e gli eccidi dei Savoia” di Antonio Ciano (foto 1 sotto; ndr):

A Gaeta nel 1861 si è consumata una delle pagine più dolorose della storia d’Italia. Cento giorni infernali videro contrapposti due eserciti e due mondi profondamente diversi: uno antico, cavalleresco, pacifico, cattolico, laborioso, erede dell’antica Magna Grecia e dei suoi illustri pensatori, rispettoso dei deboli e degli oppressi, felice custode delle proprie tradizioni millenarie; l’altro moderno, ateo, crudele, violento, assetato di prede e di denaro, accanito praticante della guerra ideologica e della rappresaglia militare, padre del liberismo capitalistico e del “ mercato globale”, figlio del potere massonico internazionale.

Gaeta (foto del titolo, la fortezza) cadde eroicamente ed inesorabilmente sotto una gragnuola micidiale di bombe e con essa caddero gli ideali di una storia millenaria e di autonomia amministrativa che l’avevano resa libera, ricca e prospera e, soprattutto, orgogliosa del suo essere. L’assedio si concluse il 13 febbraio del 1861 in un orrendo bagno di sangue che segnò per sempre la fine di un’epoca e l’inizio di una lunga stagione di persecuzioni, emigrazioni bibliche, miserie, dittature, guerre coloniali, guerre mondiali che produssero solo morti, fame e disperazione.

Gaeta, dal 13 febbraio del 1861 alla fine della seconda guerra mondiale, ha avuto solo decadenza, mai nella sua storia era caduta così in basso. Al tempo dei romani fu luogo di villeggiatura di consoli ed imperatori, le sue terre fertili davano lavoro a migliaia di contadini, il suo mare a centinaia di pescatori. Dall’800 dopo Cristo i suoi abitanti le diedero lustro; la eressero a ducato indipendente, democratico, fino a farla diventare una delle casseforti della penisola.

I Caetani diedero alla Chiesa Papi e vescovi, eressero palazzi e castelli in tutta l’Italia centrale; le navi gaetane solcavano i mari di tutto il mondo, le sue galee, a guardia del Tirreno, davano sicurezza a tutto il popolo; i saraceni che erano soliti arrembare navigli e abitati, mai calpestarono la terra di Enea. Nel 912 i saraceni furono massacrati sul Garigliano dalla Lega Campana di cui Gaeta era parte trainante.

Nel 1571 da Gaeta partì la flotta che sconfisse i Turchi a Lepanto e a Gaeta ritornò vincitrice salvando la civiltà occidentale dal pericolo musulmano. Seguì un periodo floridissimo della sua economia. Con i Borbone (foto 2, Francesco e Mariasofia, gli ultimi sovrani), Gaeta ebbe importanza seconda solo a quella della Capitale ed era la città prediletta da Ferdinando II che vi risiedeva quasi stabilmente.

Con la caduta del Regno delle Due Sicilie, i Savoia vollero punire Gaeta per la sua resistenza alle truppe del generale Cialdini; vollero punire la straordinaria resistenza della truppa napolitana e quella di tutto il popolo che stava dalla parte giusta: quella della libertà, quella dell’autonomia, dell’indipendenza. Per la fedeltà della città e per la grande resistenza operata da tutto il popolo gaetano, Gaeta fu definita la “Fedelissima”.

 Redazione

 

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