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04/01/2009

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CELENZA, BILANCIO 2008 POSITIVO (a parte il sisma…)

Clicca per Ingrandire Gli auguri di buon Natale, gli auspici per il 2009 e il bilancio dell’anno trascorso: è in distribuzione in questi giorni il nuovo numero di “Comune Informa”, la newsletter dell’Amministrazione comunale di Celenza Valfortore. In prima pagina, con un suo articolo è il sindaco Francesco Santoro (foto del titolo; ndr) a tirare le somme di un 2008 non privo di difficoltà ma pieno di risultati soddisfacenti per quanto riguarda iniziative, opere e progetti realizzati in favore dello sviluppo della Comunità celenzana. A cominciare dalla sicurezza dell’edificio scolastico comunale, con il completamento dei lavori di adeguamento antisismico. Il bilancio del 2008 è più che positivo anche per quanto attiene ai lavori pubblici nel loro complesso, con l’avvio e in certi casi il completamento di opere contro il dissesto idrogeologico. A sostegno delle fasce deboli della popolazione, a maggio è stato attivato il servizio di Segretariato Sociale. Si tratta di un aiuto prezioso per i cittadini.

Due operatrici - Maria Concetta Troiano e Nicoletta Iacaruso - svolgono attività di ascolto, informazione sulle modalità di accesso ai servizi sociali, accompagnamento e orientamento sui diritti di cittadinanza con caratteristiche di gratuità. Lo sportello, che si trova all’interno del Municipio di Celenza Valfortore, è attivo il lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 9.30 alle 12; il giovedì, invece, dalle 16.30 alle 19. Il Segretariato Sociale è solo una delle attività rese operative grazie al Piano Socio sanitario di zona. Importanti anche i lavori per la costruzione dell’eliporto, struttura fondamentale per la prevenzione antincendio e gli interventi d’emergenza. Dopo tanti anni, inoltre, a Celenza Valfortore è nuovamente attiva una stazione per il rifornimento di carburante. La svolta del 2009, secondo il primo cittadino, riguarderà la viabilità, con gli interventi già previsti nell’ambito della programmazione strategica di area vasta.

Intanto sul fronte terremoto 2002 si registra una dichiarazione del primo cittadino, pronto a dimettersi sull’esempio dei colleghi degli altri Comuni colpiti dal sisma: “La situazione è divenuta insostenibile perché le nostre popolazioni non stanno ricevendo alcun aiuto dal governo centrale”. Il sindaco parteciperà alla riunione plenaria di tutti i sindaci dei Comuni molisani e foggiani colpiti. L’incontro si terrà domani 5 gennaio a San Giuliano di Puglia e in questa occasione deciderà se dare corso alle proprie dimissioni. Al centro della riunione di San Giuliano, che servirà a concordare una linea comune di protesta contro il disinteresse del governo, ci saranno lo stato di emergenza post-terremoto, la necessità di nuovi fondi per la ricostruzione e la sospensione di tributi e contributi che sta mettendo in drammatica difficoltà le Amministrazioni locali.

L’attuale governo non ha ancora provveduto a prorogare lo stato di emergenza per i Comuni gravemente danneggiati (foto 1 sotto, Via dei Giliberti). La mancata approvazione del provvedimento, di fatto, comporterà la chiusura delle strutture commissariali e degli uffici comunali preposti alla ricostruzione. L’aspetto più grave della questione riguarda il congelamento di uno stanziamento di circa 40 milioni di euro previsto dalla Finanziaria 2008. Di quello stanziamento non vi è più traccia. Nella Finanziaria 2009, inoltre, il Governo Berlusconi, a differenza di quanto stabilito per i Comuni terremotati di Marche e Umbria, non ha previsto alcuna somma da impiegare nella ricostruzione degli edifici danneggiati e resi inagibili dal terremoto che colpì duramente il Molise e molti paesi della provincia di Foggia.

“I sindaci del cratere non accettano questa disparità di trattamento - conclude Santoro - e chiedono di essere ascoltati con urgenza dai presidenti delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera dei Deputati”. A 6 anni dal terremoto del 2002, a Celenza Valfortore sono ancora una cinquantina le persone che devono fare rientro nelle proprie case mentre le unità abitative su cui realizzare interventi di ripristino dell’agibilità sono in tutto una trentina. Senza finanziamenti e tuttora inagibili, inoltre, restano 67 fabbricati classificati come seconde abitazioni. Restano ancora senza intervento altre 9 unità abitative di classe A, 11 di classe B (la prima abitazione con ordinanza di sgombero parziale) e 11 unità abitative di classe C (prima abitazione senza ordinanza di sgombero). Inoltre, restano ancora in attesa di interventi 71 fabbricati rurali. I nuclei familiari che sono ancora fuori dalle proprie case sono 21, per un totale di 51 persone (subito dopo il sisma i nuclei familiari erano 42 per circa 95 persone senza tetto). Al Foggiano, finora, sono stati assegnati complessivamente circa 60 milioni di euro. Secondo le stime della Regione Puglia, però, ne occorrono 220 per completare la ricostruzione di oltre 2.600 tra case, chiese ed opere pubbliche.

 Uff. Stampa Comune Celenza V.

 

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