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28/11/2008

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"Isola infinita" dell"ascolano Vincenzo Aulisio

Clicca per Ingrandire "Da Ascoli a Mauthausen-L'isola infinita di Vincenzo Aulisio" (a cura del prof. Francesco Capriglione - pp.79, ill. b/n, F.C. - Edizioni del Rosone "Franco Marasca", Foggia 2008)

Ancora una volta coronato da successo l'impegno del Comune di Ascoli Satriano e del Centro Culturale Polivalente. La figura di Vincenzo Aulisio rappresenta per la cittadina dauna un fulgido esempio di patriottismo e libertà per la difesa della dignità umana. Il curatore del volume, noto studioso ascolano, attraverso un excursus storico, politico e sociale pone in luce gli aspetti salienti della vita di questo personaggio che in epoca di Regime non condivise le scelte politiche del Paese e pagò con la vita il proprio desiderio di "diversità ideologica".

Di umili origini, Vincenzo Aulisio, nato nel 1904 ad Ascoli Satriano, fu indirizzato agli studi religiosi entrando nel Seminario Vescovile locale, dove ebbe quale maestro dottrinale e di vita mons. Potito Fiorenza. Rimase in Seminario per due anni dal 1911 al 1913, poi decise di uscirne per continuare gli studi a Caserta, e lì ebbe come professore di matematica l’abruzzese Ettore Croce, allievo e amico di Giovanni Bovio, noto per l'impegno politico in campo nazionale. Con Croce seguì gli ideali del socialismo assimilando l'etica del comunismo umanitario che gli diede la prima formazione politica. Collaborò per la sua campagna elettorale tenendo comizi in più città e dopo la sua elezione a deputato del Partito Comunista, si trasferì a Roma dove riprese gli studi interrotti impegnandosi politicamente al fianco del maestro.

Ebbe vita difficile e breve, messa in luce dal prof. Francesco Capriglione, noto studioso ascolano, attraverso la consultazione dei carteggi esaminati negli archivi di Stato (Napoli) e Centrale dello Stato, da cui si evince la sua tragedia. Il curatore evidenzia in modo toccante tutte le difficoltà, le peripezie, l'esilio in Francia e in Belgio per sfuggire alle persecuzioni fasciste, le sofferenze affrontate con la famiglia anche per le precarie condizioni di salute che lo portarono a uno stato di debilitazione fisica. Nonostante ciò, continuò ad andare avanti e idealizzare quei principi di fratellanza che i suoi maestri gli avevano insegnato. Tornato in Italia dopo l'esilio, non si piegò mai alle idee imposte dal Regime tanto che, passato nell'armata dell'8 settembre 1943, fu tradito e cadendo nelle mani dei nazifascisti non cedette al loro volere neppure sotto tortura. Deportato nel campo di concentramento di Mauthausen fu ucciso (nella foto, i forni crematori; ndr).

Dall'analisi di alcuni scritti autobiografici del personaggio, le "Memorie" e i "Frammenti: fa' un'isola per te stesso", nonché dal lavoro di Giuseppe Granata che ne seguì le vicende biografiche sin dalla fanciullezza, emergono in modo dettagliato i vari aspetti di autoanalisi del protagonista che, ricomponendo i frammenti della sua esistenza, realizza la consapevolezza dei mutamenti della propria identità fino al complesso processo di adattamento della sua personalità. La fede di Vincenzo Aulisio nella fratellanza universale, associata alla formazione cristiana, confluivano nell'aforisma: "Parola ardente di credente". Una vita dedita alla famiglia e alla concretizzazione dei principî per i quali non fu compreso.

Nel testo numerose e frequenti sono le citazioni riportate dal curatore che fanno emergere una storia importante non dissimile dalle tante altre parallelamente vissute da protagonisti cui una sorte inesorabile riservò non la gloria e neppure il premio per aver combattuto tante battaglie ed essersi distinti per gli ideali di libertà, ma solo la morte. Coloro che sposarono quegli ideali pagarono un prezzo altissimo e ciò non servì che a esacerbare ancor più gli animi dei deboli che, spinti dalla disperazione, unirono le loro forze generando un altro fenomeno politico: il "brigantaggio", piaga di un Mezzogiorno già attanagliato dalla morsa della fame e della miseria. Un fenomeno questo che non fu mai del tutto arginato e successivamente diede luogo alle lotte di classe e, come si evince dalla storia più recente, contro il Regime di cui fu protagonista l'Aulisio insieme a molti altri.

In ultima analisi si può aggiungere che citazioni e confronti filosofici riportati dal curatore rendono l’opera agevole nella consultazione e, col dovizioso apparato iconografico, impreziosiscono e testimoniano con notevole pregnanza le vicende storiche vissute dal protagonista. In definitiva il volume così articolato rappresenta una testimonianza indispensabile per la storia del ’900, ancora tutta da scoprire, un tassello aggiunto alla globalità cognitiva rivolto a un passato che non può e non deve essere dimenticato.

Lucia Lopriore

 Redazione

 

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