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01/02/2008

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Alla "farfalla" del Gargano l"omaggio di "punto di stella"

Clicca per Ingrandire I "Cantori di Carpino": unici grandi maestri della tarantella. Grazie alla loro memoria non si sono perse nel tempo quelle tradizioni che hanno reso Carpino il punto di riferimento della musica popolare italiana. Le fortuna-te collaborazioni con Eugenio Bennato, Teresa de Sio, Giovanni Lindo Ferretti e altri, li hanno portati alla ribalta riscoprendone e valorizzandone le portentose caratteristiche. Sicuramente i decani della musica italiana: i "Buena vista Social Club" garganici, ultranovantenni, capaci di portare note, arte, inventiva, fatte di ritmi trascinanti e melodie struggenti, in giro per la penisola. Mille anni di musica che risuonano sulle corde della chitarra battente. Chi ha la fortuna di ascoltarli entra in un circuito magico, primordiale, proiettato in un mondo scomparso che rivive in te in una sorta di metempsicosi e ti fa tornare ciò che forse un tempo, in un'altra vita, sei stato.
Ritmi mediterranei, sonetti provenzali, suggestive serenate, tenere ninne nanne, lo struggente "Planctus Mariae" del giovedì santo, ti riportano in un mondo agreste, in quel "Gargano segreto" cantato da Pasquale Soccio. Un mondo sconosciuto ma vivo nel cuore, se ti ritorna alla mente e ti spinge a quello che non avresti mai pensato di fare nella quotidianità di un tuo giorno. Accade che inizi a ritmare, poi a ballare, trascinato dal suono di chitarra battente, tamburello e nacchere. I due "vetusti cantori" Antonio Piccininno e Antonio Maccarone (il terzo "Grande Vecchio", Andrea Sacco, è scomparso due anni fa a 94 anni), come i "mistici pastori" del Tancredi in "Folklore Garganico", ispirano un innato senso di rispetto per la saggezza antica del tuo popolo, come gli antichi aedi di Iliade e Odissea.
Pur non essendo considerati professionisti, all'occorrenza si riuniscono per prestare la loro opera anche per semplici serenate e feste di paese. Per l'autenticità e il valore culturale del loro lavoro sono stati avvicinati, fin dagli anni '50, da studiosi di tradizioni popolari, i quali hanno iniziato un lavoro di approfondimento dei contenuti e dello stile di alcune forme musicali garganiche. “Ma la gente di Milano ancora oggi crede che si tratti di Gospel americano e non di canti del Gargano”.

 "punto di stella" - mensile d'informazione del gargano

 

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