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04/11/2008

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VICO A TEATRO: “Si apra il sipario!”

Clicca per Ingrandire La Provincia di Foggia si connota come un territorio estremamente diverso dal resto della regione con un paesaggio che racchiude in sé un piccolo mondo, pre-Appennino, Tavoliere delle Puglie e Gargano: tre aree geografiche a caratterizzare e costituire un paesaggio così diverso, affascinante e al contempo complesso. Nel periodo estivo il territorio vive il suo massimo splendore anche grazie alle innumerevoli offerte di attività culturali e di spettacolo proposte a residenti e turisti, offerta che ha però un forte calo nel periodo invernale.

“A Teatro d’Inverno”, progettato dal Cerchio di Gesso e sostenuto dal Ministero Beni e Attività Culturali e dalla Provincia di Foggia, nasce con il proposito di offrire una continuità nella proposta di spettacolo e creare un’ abitudine, da parte del pubblico, nel fruire cultura.


IL PALINSESTO

5 novembre, ore 10 - VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA - Protagonista della storia è Axel, nipote del grande scienziato Lindebrock. Con lo zio e con Hans, guida islandese, Axel affronta una delle più grandi imprese mai tentate al mondo: calarsi in uno dei vulcani spenti dell’Islanda per viaggiare fino al centro della terra sulle orme di uno scienziato vissuto secoli addietro. L’impresa è rischiosa e spericolata ed è così ricca di colpi di scena da tenere letteralmente con il fiato sospeso.
Il “divertimento” sottoteso a tutto il Viaggio sta sia nella straordinarietà dell’evento che nelle concessioni al “riso” di cui Verne costella il racconto immaginando uno lo Zio Lindenbrock che non mangia pur di calarsi più in fretta possibile al centro della Terra, un Axel innamorato della geologia e costantemente preoccupato di salvarsi la pelle e che sviene ad ogni piè sospinto, una Hans di poche parole che resta imperturbabile anche nelle situazioni più difficili. Questa naturale leggerezza del romanzo pervade anche lo spettacolo, senza mai dimenticare il forte senso dell’Avventura e l’amore, tutto verniano, per la Scienza.

29 novembre ore 21 - M-MINOTAURUS - M-Minotaurus è liberamente ispirato a testi di Durrenmatt, Lang e Borges. Il ricordo di un mito a tutti noto: un mostruoso figlio di Pasifae, il Minotauro, rinchiuso nel labirinto costruito da Dedalo per Minosse. Arianna, con il suo famoso filo di lana rossa, sorella carnefice che riavvolgendo il filo della storia racconta, pentita, la sua drammatica decisione. Nessun cambiamento rispetto al mito. Ma la storia di un mostro terrificante si trasforma in un dramma “umano” dai vaghi sapori di una perizia psichiatrica. Un essere che ha a che fare con se stesso, anzi con l’infinità di sé riflessi nelle pareti di specchi del labirinto. La consapevolezza di essere solo, rifiutato dagli uomini… diverso! Un Essere, diverso, che vive il desiderio, che esprime le proprie emozioni e i sentimenti di un essere umano, l’ingenuità di chi non vuole comprendere la propria realtà.

4 dicembre ore 21 - CIRANO (l’ombra del mio naso) - Liberamente tratto dal Cyrano di Bergerac di E.Rostand. “Salir, anche non alto, ma salir senza aiuto!” Forse da questa frase nasce la voglia di raccontare una storia che, seppur così conosciuta, nasconde, tra le sue righe, i misteri più inestricabili dell’essere umano. Attraverso i sentimenti più istintivi dell’uomo, la storia di Cirano è una simbolica epopea, che resta intatta di fronte al tempo e ai secoli che la dividono da una realtà ancora impregnata di abuso di potere, di indignazione verso i soprusi e di puro e semplice sentimento amoroso. Raccontarlo non è solo un piacere, ma un tentativo di scavare attorno ad una storia piena di azione e di comparse, per ricercare l’essenza dei sentimenti che gli attori sentono il dovere di vivere.

18 dicembre ore 21 - SENZA NOME FRA MARE E TERRA - Un canto per le genti che cercano fortuna Uno spettacolo per voce recitante e musica un progetto Gigi Borruso ed Umberto Sangiovanni drammaturgia Gigi Borruso ricerche musicali Umberto Sangiovanni. Uno spettacolo - fra parole e musica - dedicato al grande tema delle migrazioni contemporanee che emblematicamente prende le mosse da due artisti meridionali, un pugliese e un siciliano, da quelle terre, la Puglia e la Sicilia, aperte, per storia e cultura, all’incontro, alla mescolanza di popoli e culture diverse. Insieme alle musiche che si ispirano alle melodie dei canti del lavoro della tradizione pugliese e siciliana, rivisitati da Sangiovanni, lo spettacolo propone - in un processo narrativo organico - le parole tratte dagli epistolari degli emigrati meridionali del ‘900, i racconti delle più recenti cronache che riguardano l’emigrazione dai paesi africani, stralci di inchiesta sulla condizione dei lavoratori extracomunitari in Puglia, le testimonianze dei naufraghi dei tanti barconi di disperati alla deriva alla deriva fra le sponde del mediterraneo, le parole di poeti come Omero, Kahil Gibran, Castelli, Ben Jallud …

Per Info: www.cerchiodigesso.it

 Redazione

 

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