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01/01/2008

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Vieste, il sindaco: coordinamento delle forze dell"ordine e videosorveglianza collegata a internet

Clicca per Ingrandire Ersilia Nobile (sindaco di Vieste per il centrodestra dal 28 maggio 2006, ginecologa, figlia e sorella di ex sindaci e assessori, probabile vittima della microcriminalità - recente l’incendio della sua auto) ci ha concesso la seguente intervista.
Domanda - La ritengono una professionista prestata alla politica, pur avendola masticata da sempre. Lei come si definisce.
Risposta – E’ vero, sono una persona del mondo civile data in prestito alla politica. Ma è anche vero che l'ho vissuta dietro le quinte nelle fasi attive della propaganda elettorale di mio padre, poi di mio fratello (scomparso qualche tempo dopo questa intervista: ndr). In casa faceva parte della nostra vita quotidiana.
D. - Cosa l’ha spinta a candidarsi sindaco e, per capire, chi gliel’ha fatto fare.
R. - Ognuno di noi deve possedere quel senso civico che in determinati momenti va tirato fuori.
D. - Come e quando si può circoscrivere il “determinato momento”.
R. - Vieste è da sempre del centrodestra. Quando il centrosinistra ha iniziato a viaggiare più veloce, lavorando io da trent’anni sul territorio a livello sanitario e venendo a contatto di problemi sia sanitari sia della gente, problemi sempre fatti miei, mi sono proposta ritenendo, in base alle mie ideologie, che servisse il mio nome.
D. - L’incendio di luglio (grandi viestani e peschiciani, al di là delle polemiche): come l'ha vissuto.
R. - In maniera tragica. Ho pensato di trovarmi in quei paesi dove c’è sempre guerra. Rispetto a Peschici forse siamo stati più veloci nell’attivare le pratiche di protezione civile necessarie, riuscendo a sgombrare i villaggi turistici in tempi brevissimi e riducendo i danni. Però, sempre rispetto a Peschici, noi siamo stati colpiti il 30 del mese successivo dall’incendio che ha imperversato sulla costa da Baia San Felice a Campi e ci ha messo veramente in ginocchio. E pensare che è passato quasi inosservato.
D. - Con i suoi colleghi sindaci è stata convocata il mese scorso in Regione. Risultato?
R. - E’ stata una delle ordinarie riunioni utili a concertare la messa in opera della protezione civile e ricercare le risorse per non farci trovare impreparati. Lo siamo stati negli incendi estivi. Riunioni necessarie in quanto il territorio garganico, oltre a essere interessato da fenomeni sismici, è soggetto a un dissesto idrogeologico non indifferente che colpisce la fascia costiera da Peschici a Vieste e oltre. Ora si andrà a riconsiderare in modo più incisivo il Consorzio di Bonifica del Gargano per quanto riguarda il controllo di molti canali di deflusso delle acque.
D. - Sono stati stanziati dei fondi?
R. - Per quanto ci risulta, sì. Però dobbiamo vedere se poi arrivano.
D. - Può già quantificarli?
R. - Non è ancora possibile perché ogni Comune doveva creare un dossier sui danni subiti, in modo da presentare una situazione di emergenza per sopperire alla calamità naturale. Tale lavoro è in corso da parte degli Assessorati all’Ambiente e Lavori Pubblici. Al momento non abbiamo una mappa esatta.
D. - Di recente è stata in prefettura a Foggia per presentare valutazioni e metodi d’azione contro gli ultimi episodi di criminalità. Una sintesi?
R. - La microcriminalità è ormai presente sull’intero territorio. Ho riunito in proposito un Consiglio monotematico e anche l’opposizione ci ha appoggiato. Dalla prefettura, con ordinanza del vicequestore dr.Bencivenga (venuto qui da noi a coordinare meglio e maggiormente il piano di sicurezza), abbiamo ottenuto il coinvolgimento di tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio. Inoltre, abbiamo messo in essere con la Confesercenti il piano di attivazione delle videocamere per i negozi, facendoci noi, come Comune, garanti a supporto di qualche convenzione che possa permettere ai commercianti di gestire meglio la loro attività. Abbiamo presentato un progetto di ristrutturazione della polizia municipale e un potenziamento della videosorveglianza già esistente con collegamenti alla rete Internet per facilitare il compito di coordinamento delle forze dell’ordine.
D. - Misura preventiva o mezzo di contrasto?
R. - Ritengo ricada negli ambiti della prevenzione, anche perché nella seduta monotematica ho preso personalmente in esame le cause che possano aver determinato tale microcriminalità, fatta di ragazzi che vivono in una società malata, considerando i centri di aggregazione venuti meno: famiglia, scuola, società stessa, parrocchie. In particolare, famiglia - oggi i figli comandano sui genitori - e scuola, non più supporto adeguato.
D. - Quali i livelli del fenomeno.
R. - Non parlerei di autentica criminalità. Le azioni delinquenziali si risolvono con i 50-100 €. Sarà la droga, che circola sempre più, o la falsa idea che si son fatta questi ragazzi, che vivono credendo di poter ottenere subito tutto facilmente… Saranno i mass-media, è una mia considerazione, che contribuiscono a far perdere al giovane punti di riferimento, il vero valore della vita, quel senso civico che ha spinto me, coi “contro” superiori ai “pro”, ad affrontare questa mia esperienza… A me hanno distrutto l’auto, ma non voglio passare da vittima. Quando dico che nessuno ha paura di nessuno, voglio spiegare che non intendo lasciarmi intimidire, ma considerare il problema, che c’è e va studiato a 360 gradi, rivedere tutto il discorso e capire i perché della delusione di questi ragazzi, dell’assenza in loro dell’autentico senso della vita, che è bella e non possono giocarsela nel modo che hanno scelto.
D. - “Piccoli passi fatti da ciascuno portano a grandi traguardi”: è una sua frase. Come la commenta.
R. - Io non parto dalle grandi cose, ma sono convinta che queste si ottengano dalle piccole, le quali sommate fra loro fanno le grandi. Se insegnassimo ai ragazzi che bastano piccole azioni quotidiane per raggiungere il traguardo, penso si sentirebbero meglio.
D. - Come spiega abbandono, degrado e cementificazione della necropoli di San Nicola a Pantanello.
R. - Nessuna cementificazione. La lottizzazione, opera della precedente amministrazione, tiene conto della necropoli che, insieme a tutto ciò che costituisce archeologia, è capitolo essenziale della mia amministrazione. Stiamo varando quanto serve, anche se le finanziarie striminzite t’impediscono di fare il minimo. Comunque, una volta presa visione dell'esistente, è mia intenzione muovermi anche su questo piano. Non c’è solo S.Nicola: c’è S.ta Maria di Merino e gli scavi archeologici sotto il palazzo del Comune… Vanno portati avanti.
D. - Discarica: il suo Comune vanta un credito di 5 mln di € nei confronti di altri Comuni garganici. Solo Sannicandro, 2 milioni. Come pensa di rientrarne in possesso.
R. - Le competenze del 2007, a eccezione di Sannicandro, sono state coperte. Ho proposto per il pregresso, 2001-2006, un piano di recupero da scaglionare nel tempo. Ma il problema è più complesso. Pur ricadendo su Vieste, sede di discarica, tutti gli oneri, all’atto della costituzione dell’Ato (Ambito Terri-toriale Ottimale; ndr) alcuni paesi - S.Marco in Lamis, Apricena, la stessa Sannicandro - si dichiararono contrari perché alla sede di discarica andava la presidenza. Quindi, o la Provincia si fa carico di ul-teriori tavoli tecnici, e si chiude questa vicenda, o ad aprile, a discarica esaurita, se la vedranno Regione e Provincia a cercare altri siti. Ci siamo riproposti, con altra location, ma Vieste sottosta al vincolo Sic (Siti d’Importanza Comunitaria; direttiva Ue finalizzata alla conservazione della diversità biologica e in particolare alla tutela di una serie di habitat e specie animali e vegetali particolarmente rari; ndr) e la Regione l'ha rifiutata. Per cui, o si rivisita l’intera Ato, creando microAto che accorpino i paesi in funzione di territorio (i costieri, i collinari e così via), diversità di rifiuti prodotti e flussi turistici (Peschici estiva ne produce più di Carpino), o non si va avanti.

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