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02/11/2008

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Epigrafe “erratica”

Clicca per Ingrandire “APRICENA studi storici” di Gaetano Lo Zito (pp. 262, rilegato e illustrato, Malatesta Editrice, €.18.00”) = In Apricena - “Precina” fino al 17° secolo - incastonata sulla cosiddetta Torre dell’Orologio pubblico, una Epigrafe lapidea datata 1282 narra le vicissitudini della chiesa dedicata a San Martino, vescovo di Tour. Il libro “Apricena, studi storici” di Gaetano Lo Zito si apre con l’analisi puntuale dell’epigrafe condotta termine per termine, emistichio per emistichio, verso per verso riuscendo a interpretare con estrema precisione il messaggio del secondo emistichio del primo verso, corrotto con sovrascrittura del 17° secolo.

Lo studio dell’Epigrafe ha portato l’autore a sviluppare le indagini sulla “Precina” utilizzando un percorso di ricerca originale e mai adottato in quella città. L’autore infatti si chiede, essendo l’epigrafe in questione un reperto proveniente da un luogo di culto, se è sempre stata allocata là dove ancora oggi si osserva ovvero sia stata lì posta in epoche successive.

Lo studio dimostra che la cosiddetta Torre dell’Orologio pubblico altro non è ciò che rimane di una torre normanna e l’epigrafe era posta in origine in altro luogo. Da questa conclusione, come spesso avviene, sorgono altri interrogativi, come:

1 – dov’era il campanile della chiesa di San Martino visto che quanto si è sempre creduto tale ora è stato dimostrato essere una Torre dell’impianto castellare di origine normanna?
2 - dove era localizzata la chiesa di San Martino, patrono di Apricena sino alla metà del 20° secolo?
3 - che aspetto aveva il castello della Precina/Apricena?

La ricerca pubblicata rivela in modo chiaro, dopo estenuanti indagini di superficie effettuate con l’ausilio di strumenti urbanistici e documentali coevi e non:

- la precisa collocazione, nell’attuale tessuto urbano di Apricena, della chiesa di San Martino;
- la vera individuazione della torre campanaria che aveva sino al 1627 le campane in accordo;
- il perimetro dell’impianto castellare edificato dai Normanni, ristrutturato e adeguato alle esigenze della Curia Imperiale di Federico II e parzialmente diruto dal terremoto del 30 luglio 1627.

Successivamente sono stati ricostruiti nella dimensione originaria sia la chiesa sia il campanile che il castello. La tracciatura, il dimensionamento e la ricostruzione delle mura è stato il passo successivo obbligato. Per la loro tracciatura, si è partiti da alcuni punti fermi occlusi, sviluppando l’analisi con l’ausilio della mappa particellare catastale della città di Apricena, previa consultazione di atti e documenti conservati in vari Archivi.

Il libro smentisce la tesi corrente che “Apricena/Precina” si identificgi nel casale di Precina dimostrando che costituiscono due entità territoriali indipendenti. Il testo si chiude con alcuni capitoli dedicati all’interpretazione del toponimo “Apricena”. Il volume è corredato da una notevole appendice documentale e da una nutrita bibliografia.

Per informazioni: dott. Gaetano Lo Zito, via Italia n. 90, 71011 Apricena (Fg) tel. 0882 642943 cell. 3284217713 (e-mail: gaetanolozito@libero.it)

 Redazione

 

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