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25/10/2008

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LA PROSSIMA NOTTE, ALLE 3, TUTTI SVEGLI!

Clicca per Ingrandire Domani, domenica 26, recuperiamo l'ora persa il 30 marzo scorso quando è entrata in vigore l’ora legale. La maggior parte delle persone sposta le lancette indietro di un’ora stasera, sabato, prima di andare a dormire o domattina, domenica, appena sveglia. Per costoro il problema non sussiste. Invece, per chi lavora ad esempio in case di cura oppure ospedali, ma anche per le forze dell’ordine o chi è impegnato nei trasporti pubblici, sottoposti a turni, costituisce il paradosso di dover lavorare due volte tra le due e le tre.

Ma cosa succederà in quei settori lavorativi che non conoscono né giorno né notte? Nelle stazioni ferroviarie, tanto per esemplificare, come ci si comporta? Ebbene gli orolog rimarranno fermi per un'ora con le lancette puntate alle tre. In questo lasso di temp, comunicano le ferrovie anche i convogli internazionali sosteranno in una stazione adeguata prima di riprendere il viaggio secondo il solito orario. La maggior parte dei viaggiatori di questi treni potranno quindi godersi un'ora di sonno supplementare.

Qualcuno si chiederà: ma quanto si risparmia? Il 2008, grazie proprio a un’ora di luce in più che permette di ritardare l’accensione delle lampade, sono stati risparmiati 646,2 milioni di kilowattora, pari alla metà dei consumi domestici annui di Bologna e provincia, ed equivalenti in soldoni a 99 milioni di euro, un 17,3 percento in più del 2007, e nel quadriennio 2004-08 tre miliardi e 100 milioni di kilowattora per un valore di circa 400 milioni di euro.
UN PO’ DI STORIA = L'introduzione dell'ora legale affonda le sue radici molto tempo prima della sua introduzione armonizzata a livello europeo. Bisogna risalire alla fine del ‘700, precisamente al 1784, quando l'inventore del parafulmine, Beniamino Franklin, pubblicò la sua proposta su un giornale francese, il "Journal de Paris". Franklin si basava sulla volontà di risparmiare energia ma non trovò seguito.

Oltre un secolo dopo (il 1907) l'idea venne ripresa dal britannico William Willet che incontrò il favore di molti tanto che il 1916 la Camera dei Comuni londinese dette via libera al “British Summer Time” (tempo estivo britannico) che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Diversi paesi imitarono gli inglesi perché in tempo di guerra (il primo conflitto mondiale era scoppiato il 1914) il risparmio energetico diventava una priorità. In Germania, tra il ’47 e il ’49, s’instaurò una “alta ora estiva” nei mesi compresi fra l'11 maggio e il 29 giugno.

Tornando a tempi più recenti, dopo lo choc petrolifero del 1973, gli Stati europei che non aderivano ancora a questa consuetudine hanno gradatamente introdotto l'ora legale fino a adeguarsi tutti all'inizio degli anni Ottanta armonizzandone la durata il 1996 dall'ultima domenica di marzo all'ultima di ottobre.


 Redazione

 

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