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09/09/2008

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FARE SISTEMA: O CE L"HAI O NON CE L"HAI (NEL DNA)

Clicca per Ingrandire Lo scetticismo che ha spesso circondato la formula dei Sistemi Turistici Locali, così come quella dei Distretti in genere, deriva dalla poco entusiasmante esperienza dei cosiddetti distretti industriali. Una vicenda dai risultati controversi e dalle forti potenzialità inespresse. Motivo, però, non sufficiente per rendere inaffidabile il modello, le sue qualità e le sue applicazioni.

Il “superamento” dei distretti in una regione come l’Emilia Romagna è una sorta di anomalia virtuosa. Quella è una regione dove fare sistema è nel DNA di ogni membro della comunità, o meglio, della collettività. Cooperative, consorzi, gruppi d’acquisto, associazioni di categoria, mutualità diffusa, sono il pane quotidiano di una rete storicamente consolidata. Un modello da tempo proiettato in avanti, con un motore stile Ferrari, che può permettersi di pensare già ad altro.

Dalle nostre parti, come ben sa (lo studente che ci ha scritto; ndr), siamo ancora ai primi passi. Ancora troppo attaccati ai propri campanili. Troppo abituati ad accontentarci dell’uovo quotidiano, quando non addirittura a contendercelo, anziché fare squadra e organizzarsi per allevare la gallina.

Sarebbe interessante sapere quanti altri studenti pugliesi frequentano il Centro Studi Superiori sul Turismo ad Assisi (peccato, un solo foggiano……) e cominciare ad interagire prima reciprocamente, all’ombra dei cipressi francescani, per il rilancio della destinazione Puglia nel suo complesso. Poi con le Università di Bari, di Lecce e di Foggia e con i loro dipartimenti economici e turistici. Fare sistema è anche preoccuparsi del successo altrui, per meglio consolidare e stabilizzare nel tempo il proprio.

Dopotutto, non è difficile constatare che la campana della propria parrocchia a stento la sentono i pochi parrocchiani. Ma se solo riuscissimo a fare in modo che, dai rispettivi campanili, tutte suonassero alla stessa ora, forse riuscirebbero a sentirci non solo nei dintorni, ma anche più in là.

Antonio V. Gelormini

 Redazione

 

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