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22/08/2008

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I 100 ANNI DI “IL GARGANO NUOVO”

Clicca per Ingrandire “Caro Gargano Nuovo,
Tu non sei una cosa con i limiti materiali della carta che ti ospita! Non sei una cosa finita, come un giornale, un romanzo, un film, una vita! Tu trascendi tutto questo: sei l’amore del figlio per la propria madre, una fiamma che è destinata a splendere e scaldare nel tempo, oltre la vita del singolo, finchè questa terra avrà un figlio che si riconosce come tale, e non se ne vergogna!”.

Così Antonio Flaman, presidente dell’Associazione “Il Gargano Nuovo” racconta una storia centenaria iniziata a Monte Sant’Angelo con “Il Gazzettino del Gargano”, l’11 novembre 1900 per merito di Michele Flaman. Diretto da Filippo Ungaro, con la collaborazione di Ciro Angelillis, il quindicinale, venduto a 10 centesimi, si proponeva di “… conquistare ciò che spetta a questi luoghi, … per l’elevazione del nostro promontorio benedetto da Dio e dimenticato dagli uomini”. La pubblicazione, interrotta nel 1914, riprese nel 1950 col nome di “Gargano”, organo di stampa dell’Associazione “Rinascita Garganica”, grazie a Giuseppe D’Addetta, e durò fino ai primi anni Settanta.

Dopo qualche anno, nel 1974, alcuni giovani intellettuali vichesi raccolsero la “fiaccola”. Venne costituita l’Associazione “Il Gargano Nuovo” e ritornò in edicola il periodico omonimo, “quale mezzo di incontro, di dibattito e diffusione, per la crescita culturale e sociale … per sensibilizzare e per favorire la ricerca, gli studi, la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, etnologico, ambientale e naturale del Gargano”.

Edito in Vico del Gargano, il giornale è stato sempre presente nei dibattiti, man mano accesisi, sul futuro del promontorio. Flaman ricorda con orgoglio l’epoca dell’impegno in difesa dell’ambiente e per l’istituzione del Parco Nazionale, che valse all’Associazione un premio di 500mila lire, conferito dall’allora presidente della provincia Kuntze e dall'assessore Matteo Fusilli. Erano i primi anni Ottanta, “… in questo campo c’era il vuoto. Oggi, proprio attorno al Parco, tanti ecologisti, naturalisti, opportunisti… Come può il Presidente Fusilli ricordarsi di noi?”

Ma il giornale, quasi ignorato da amministrazioni locali, professionisti, commercianti e operatori turistici, deve la vita all’amore per la propria terra degli uomini dell’Associazione, della redazione e ai collaboratori. Oltre alle “firme”, già citate delle prime due edizioni, Flaman ha ricordato gli attuali più assidui sostenitori della “identità garganica”: Filippo Fiorentino, Felice Clima, Enzo Lordi, Leonardo Augello, Francesco Ferrante, Giuseppe Piemontese, Giacomo Aliota, Teresa Rauzino e altri, sparsi per il Gargano e oltre.

Voci dal promontorio, che nelle sue pagine hanno profuso garganicità, mai campanilismo. Al caro Gargano Nuovo, mille di queste voci!

Silverio Silvestri

 Redazione

 

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