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20/03/2014

DIARIO DI… BORDO

 ITALIA PROTAGONISTA DI UNA NUOVA EUROPA? = "L'Italia arriverà alla presidenza del semestre con i conti in ordine e le carte in regola per pretendere e promuovere un cambiamento radicale e profondo delle politiche europee: meno austerità, più crescita e sviluppo". E' quanto afferma in una nota il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo (Pd), dopo aver ascoltato in aula il premier Matteo Renzi.

"Grazie ai governi Monti e Letta e ai sacrifici compiuti dagli italiani - ha detto Bordo - il nostro Paese ha riacquistato quella credibilità internazionale che aveva perso negli anni precedenti e fatto notevoli passi avanti. Adesso, con l'esecutivo Renzi, ci sono le condizioni per realizzare finalmente quelle riforme strutturali che tutti aspettano da anni. La riduzione delle tasse in favore di chi guadagna di meno per far ripartire i consumi e la crescita, il taglio della spesa pubblica, la riforma del mercato del lavoro e della giustizia civile sono solo alcuni degli obiettivi ambiziosi che l'Italia deve realizzare per ripartire.

"Ed e' proprio sulla scorta di questo imponente cantiere di iniziative e riforme che il nostro Paese può chiedere e pretendere dall'Europa un'inversione di rotta. Non c'è più spazio per un'Europa stanca e rassegnata, come ha giustamente sottolineato Renzi, ma abbiamo tutti bisogno di un'Europa più forte e sicura. Perché senza Europa non c'è futuro. Per nessuno".

"Il nostro obiettivo nel semestre deve essere allora quello di puntare su un’Unione nuova e ambiziosa che non si limiti, come purtroppo ha fatto in questi anni, solo alla stretta sui conti pubblici. Al contrario c'è bisogno di un'Europa che si risintonizzi con i bisogni veri e il dramma sociale di milioni di cittadini, che riduca lo spazio dei tecnocrati, che investa tutto sulla crescita e molto di più sull'unità politica. Anche per queste ragioni è fondamentale che arrivi subito dall'Europa qualche segnale, come ad esempio quello di non conteggiare nel patto di stabilità la quota italiana di cofinanziamento necessaria per sostenere gli interventi previsti grazie ai fondi strutturali. Già questo sarebbe un primo importante passo avanti dell'Unione nella direzione di un cambiamento di rotta assolutamente decisivo per superare la recessione e rafforzare il processo di costruzione dell'Europa”.

 
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