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  LETTERA AL GIORNALE ......

 

07/10/2009

GALLIPOLI, CITTA “ABBANDONATA”

 Ottobre, tempo di bilanci! La bella stagione è ormai alle spalle come un triste ricordo e un rapido consuntivo è d’obbligo, per chiarirci le idee. Com’è andata? Che è successo? Lo sanno tutti, testimoni umiliati e delusi. Dappertutto carenze e lacune, rabbia e scontento. Non c’è chi non abbia da fare una denuncia, esporre un problema, esprimere una lagnanza, suggerire pareri, avanzare progetti, proporre soluzioni. Tutti hanno visto, sentito, letto. Alle proteste nessuna risposta. E nessun reo confesso. Silenzio assoluto a fronte di fondate recriminazioni, non pregiudiziali né visionarie e mai a prescindere.

La città è invivibile, è sporca e puzza. Questa la triste verità! Lamentele ovunque: da Lido Conchiglie (assenti le Istituzioni) alla Baia Verde (un ginepraio), dai lungomari alle periferie (abbandono totale), da Corso Roma (una babilonia) a piazza Moro (ex salotto), dalle marine (una baraonda) al parco del Pizzo (un fantasma), dall’area portuale (un budello infernale) alla città vecchia, lo scrigno storico-artistico, ricco di cultura e tradizione millenaria da custodire e tutelare invece con assoluta priorità. Accuse conclamate: sporcizia e degrado, disordine e caos, anarchia e pressappochismo, improvvisazione e trascuratezza, incuria e trasgressione generalizzata, spesso criminosa, il tutto elevato a regola, tradotto in malessere, uno sconcerto diffuso in una realtà consentita, tollerata e quasi garantita per legge.

Se il silenzio dell’amministratore è dettato da inadempienza, l’indifferenza degli amministrati è complicità impunita, eticamente riprovevole. Sarebbe allora opportuna la partecipazione popolare tramite un comitato cittadino, espressione spontanea dell’associazionismo, che affrontasse in parallelo con l’amministrazione i problemi cronici della città, denunciati da tutti, ospiti e contribuenti. Mancando le consulte civiche e i consigli di quartiere (tuttora tabù), potrebbe tale organismo dialogare e collaborare ispirando nuove idee e offrendo validi spunti, come un termometro-monitor indispensabile per correggere, limitare ed evitare ogni problematica già nota nel passato: traffico selvaggio, viabilità insostenibile, parcheggi caotici, spiagge sporche, disservizi, precarietà e inefficienza degli interventi pubblici.

Disconosce l’amministratore pubblico i problemi? Li tacita per esagerato ottimismo o per ipocrisia? Si rivolga al realismo disincantato di chi potrebbe dare utili consigli! Basterebbe distribuire un questionario tra i cittadini oggi e tra i turisti nei mesi estivi. A promuovere l’iniziativa le associazioni del volontariato e parimenti coinvolti alberghi, camping, b&b, ristoranti, bar, supermercati ed esercizi commerciali. Per sapere ciò che non va e cosa fare per migliorare le condizioni generali di vivibilità.
Quale sarebbe la risposta della società civile è facile immaginarlo. Ma è difficile prevedere quanto il contributo propositivo dei cittadini, liberi nel giudizio, possa essere preso in seria considerazione nel Palazzo.

Ma varrebbe la pena tentare, giusto per la trasparenza amministrativa e la partecipazione democratica della cittadinanza attiva, realmente impegnata nel contribuire a costruire il bene comune.
Gino Schirosi

 
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