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  LETTERA AL GIORNALE ......

 

10/05/2009

PROGRAMMAZIONE: QUESTA SCONOSCIUTA

 Ogni anno siamo alle solite e anche questa volta, causa una cattiva programmazione di lavori e interventi da realizzarsi, ci ritroviamo ad accogliere i primi ospiti in situazioni di cantiere che non fanno altro che creare disagio. Non è assolutamente accettabile che chi è arrivato a Peschici per i week-end di Pasqua, 25 aprile e 1° Maggio abbia dovuto percorrere una strada comunale sconosciuta, stretta, mal segnalata e tempestata di buche, insomma quanto basta per far perdere la pazienza anche al più certosino degli umani.

Sono situazioni, queste, che hanno dato un’idea di disorganizzazione e mancanza di senso dell’ospitalità che ha danneggiato in maniera incisiva l’immagine della cittadina stessa che dovrebbe essere votata al turismo. Non vogliamo dare lezioni di organizzazione a nessuno, sia chiaro, ma è l’evidenza dei fatti che ci spinge quantomeno a segnalare quello che, stando agli umori raccolti, è stato un negativo biglietto da visita e un poco decoroso inizio di stagione turistica.

Gli interventi che si stanno realizzando sono più che doverosi e migliorativi, su questo non c’è dubbio; è invece la scelta del periodo, o comunque la non precisa valutazione dei tempi necessari per portare a termine il tutto, che purtroppo è andata e va oltre il tempo limite, prima di Pasqua avrebbe dovuto essere tutto terminato e tutto in perfetto ordine per dare la giusta idea agli ospiti di quella che è la nostra cittadina. E’ inammissibile che chi sia arrivato per la prima volta a Peschici abbia dovuto ricorrere necessariamente alle informazioni per capire “che pesci pigliare”, perché - in tutta onestà - non era facile imbroccare la strada giusta per arrivare in paese.

Provate a immaginare turisti che per la prima volta arrivano a Peschici, non conoscendo territorio e strade comunali, che se non ricorrono all’informazione girano a vuoto o sbagliano completamente direzione (molteplici sono i casi di turisti finiti addirittura a Vieste per poi fare marcia indietro in direzione Peschici). Sono centinaia le testimonianze di negatività che possiamo elencare attestanti lo scompiglio e il fastidio subiti dagli ospiti, ai quali vanno le nostre doverose scuse.

Ci chiediamo: era così difficile evitare il verificarsi di questa incresciosa situazio-ne? Non sarebbe bastato, forse, programmare tempi e modi d’intervento affinché fossimo pronti, valutando anche quelli che potevano essere gli eventuali imprevisti? Non vogliamo essere polemici o puntare l’indice accusatorio contro l’Amministrazione attuale, anche perché, come detto prima, è ormai abitudine consolidata (bruttissima abitudine) quella di arrivare a stagione iniziata con ancora i lavori in corso.

Logica e buon senso impongono maggiore impegno e credibilità per una giusta e meritata ripresa, considerato soprattutto il momento delicato che stiamo attraversando, sommato alla perdita della splendida pineta che assieme alla bellezza del nostro mare formava un binomio di vitale importanza. L’arte del ricevere è un tema delicato, e passateci l’adagio dialettale che suona così: “Chë nentë ti cattë e chë nentë t’ scapp’në”. Non c’è bisogno, crediamo, di tradizione alcuna.

Sia ciò motivo di riflessione affinché non si abbia a verificarsi nuovamente una situazione che, anche se migliorativa, solo per scelta sbagliata dei tempi d’intervento ha sortito un effetto boomerang a danno dell’immagine della nostra Peschici che ieri veniva definita, e a ragione, “un presepe”.


 
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