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05/06/2008

IL TUFFO DEL GRANDE PAZ

 Genio del disegno, esuberante e vulcanico, dalla creatività incontenibile, Andrea Pazienza è stato definito il miglior fumettista del mondo, ci ricorda Terry Rauzino. Nato a San Benedetto del Tronto il 23/05/1956, passò l’infanzia a San Severo, città d’origine dei suoi genitori. Stupì la maestra d’asilo quando a cinque anni si presentò con un Paperino in sella a un pernacchiante motorino. Disegnava e colorava dappertutto, su ogni cosa che poteva essere conquistata col disegno, col colore. Voce del movimento studentesco del ‘68, realizzò diverse tavole, disegni e strisce per fumetti. Disegnò manifesti di cinema e di teatro, scenografie, costumi e abiti per stilisti, cartoni animati, copertine di dischi e pubblicità. Morì a 32 anni il 17 giugno 1988 a Montepulciano. Recentemente il regista de Maria ha girato il film "Paz" che predilige l’aspetto poetico dei suoi personaggi. Paz (a 19 anni nelle foto del titolo) amava il tratto di costa del Gargano Nord, tra San Menaio e Montepucci. Amava trascorrere le sue vacanze sul trabucco. Scrive di lui Corrado Rainone (“Paz explorer. Luoghi e tracce di un uagliò da combattimento”):


«Vlammeteeee! Sole accecante, cannarozzo seccato, gambe a zigolo zagolo e tanti occhi per esplorare i mille mondi del Gargano. Tra Peschici e Rodi. Un uaglioncello smilzo e magrolino se ne va a zonzo solo soletto con pinne e occhiali. E’ Andrea già pazzo che si avvia dal Lido Milano, San Menaio, spiaggia spiaggia fino a Calenella. Scavalca le rocce, poi sale dal sentierino per arrivare al trabucco giù Monte Pucci. Si mette le pinne, monta gli occhiali da sub, si guarda intorno, si sistema il costume.

"Eccolo sott’acqua. Nella luce azzurra tra i pesci. Lui pesce. Il vecchio grande Paz, il più grande disegnatore di tutti i tempi qui in questo paradiso si è fatto le ossa, ha messo radici, si è innamorato di questo Eden. Nei primi anni settanta, quando qui ci venivano solo poche famiglie, qualche avventuriero, antagonisti, uomini in fuga, lui ci veniva in vacanza. Quando le coste del Gargano non avevano ancora provato il Grande Fuoco. Andrea Pazienza di San Severo era esploratore della Montagna del Sole e avventuriero dei meandri, a volte solari, a volte oscuri e tossici, dell’umano grande difetto. L’ardire alla conoscenza».

Continua ancora Rainone: «Leggende balneari narrano di schizzi sulla carta marrone del pane, su tovaglie di pizzerie sulla statale per Rodi, su tovaglioli, su muri. Regalati a gò-gò. Nella direzione del camping Calenella (non quello comunale) ci sono due disegni di Andrea, appesi al muro. Nel quadro Gargano, appeso al trabucco di Monte Pucci, ecco inchiodato Andrea. Lo trovavano spesso di notte in spiaggia da solo e tutto stropicciato. Sempre pronto ad andare a pesca nonostante fosse a pezzi da stare male… Sul trabucco di Montepucci, Matteo Fasanella si ricorda ancora di lui. Gli brillano gli occhi: “Mi ha disegnato su qualche striscia”. Le nottate con il fuoco, il vino, la chitarra. Anche il Monte Pucci è cambiato, si è fatto vecchio. Lo hanno bruciato. La torre saracena a guardia dei nemici musulmani resiste al tempo (vent’anni per lei "soccose 'e nient") e continua a far da sfondo alle foto dei turisti supersorridenti. E poi il mare blù cobalto e verde smeraldo. E il tuffo del grande Paz».


 Il Gargano nuovo, 2002

 
 

 
 

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