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Prima di lasciarvi alla lettura della civile protesta di un nostro utente, avvertiamo che in ULTIME DAL PALAZZO si può leggere il comunicato dell’Amministrazione comunale circa la prossima seduta di Consiglio. °°°°°
"A 90 metri sopra il mare è ipnotico affacciarsi per ammirare lo spettacolo delle onde che si infrangono ai piedi della scogliera, laggiù, in fondo. Lo scenario è al termine di una romantica passeggiata nel centro storico di Peschici. Il mare, visto dalla Rupe del Castello, è un panorama incantevole, finalmente illuminato da un faro (bolletta della luce a carico dei proprietari; ndr).
"Questa estate, i giovanissimi innamorati l’avevano eletto meta di un pellegrinaggio, attaccando alla ringhiera metallica sovrastante i lucchetti dei loro voti di amore eterno. Bisogna ricordare che l’estate 2008 è stata una delle stagioni più torride da duecento anni in qua. La sera, perciò, era necessario concedersi un giro, grazie all’aria rinfrescata, per godere un po’ di refrigerio dal calore diurno. Così, ci ritrovavamo tutti fuori per quattro passi.
"Agli innumerevoli e graditi ospiti estivi si era, però, mescolato - come ospite fisso e indesiderato - un fetido odore persistente, provocato dai miasmi dell’impianto di depurazione che in linea d’aria si trova a poche decine di metri da quell’incantevole panorama, che nulla ha da invidiare alla costiera amalfitana.
"Il depuratore, questo necessario convitato di pietra della cittadina, è ubicato nella località dello “Scalandrone”, un quartiere che ha il suo termine naturale nella piccola Cala, un’ombrosa spiaggetta ricca di ciottoli e dei tanti ricordi di un’infanzia felice di quanti scendevano lì per il bagno, percorrendo pericolosamente un sentierino scosceso appena delineato nel costone di roccia.
"Quel sentiero, ormai, è stato reso impraticabile dai recinti e dai numerosi cani padronali dei residenti che hanno “privatizzato” tutto il costone dirimpetto a “Tuppo delle Pile” (nella foto, visto dalla Baia di Procenisco; ndr), un nuovo abitato sorto negli ultimi anni, tuttora non allacciato al depuratore. La balneazione nella spiaggia sottostante, perciò, è vivamente sconsigliata. L’amena caletta azzurra sottostante è degradata a ribollente Stige infernale dall’ingombrante impianto tanto necessario!
"L’impianto di depurazione delle acque fognarie, formato di tre vasche con tettoie di copertura, è visibile (poiché non sono stati previsti pannelli di sbarramento, né barriere di alberi, né tanto meno la chiusura di almeno tre lati delle vasche), dalla corte dell’ex “Hotel Calazzurra”, reso “ex” presumibilmente dalla sua ingombrante e nauseabonda presenza. "Altro che i 100 metri della “fascia di rispetto”: gli abitanti del quartiere dove è ubicato il depuratore non sono stati tenuti in nessun rispetto! La salute pubblica non è stata tenuta neppure in considerazione! Mosche e zanzare possono attingere alle vasche e spargere microbi per la città! Febbri misteriose e di oscura provenienza possono attaccare le persone più debilitate e le cause rimanere sconosciute, senza che l’Asl s’interroghi più di tanto, preferendo la beata e più “comoda” ignoranza.
"La costituzione di un comitato di cittadini attivi potrebbe richiedere, ove lo spostamento dell’impianto non sia fattibile, una manutenzione ordinaria e straordinaria più assidua (con la rimozione dei fanghi profondi) e la costruzione di spazi chiusi in cui ricoverare gli impianti, attualmente “en plein air”, a ridosso delle abitazioni e costituiscono un pericolo per la salute pubblica."
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